Continua la criticità climatica a Ponza. Dopo l'uragano di Levante di venerdì, ieri mattina gli abitanti si sono risvegliati con alcune zone ricoperte dalla neve che, trattandosi di un leggero nevischio, verso le dieci era già andato via, lasciando, però, sull'isola una temperatura molto rigida La nota positiva è stata rappresentata, comunque, dalle migliorate condizioni del mare e dalla assenza delle folate di vento che venerdi hanno creato tanta paura e causato danni soprattutto perché, com'è nella tipologia atmosferica dell'isola, non era previsto così intenso, dato che al momento dell'imbarco delle 117 persone (13 erano uomini dell'equipaggio) a bordo il vento era stato misurato a 30 nodi, livello normalmente non preoccupante, salvo poi a soffiare, dopo un'ora, anche a 50 nodi, con le conseguenze ben note al traghetto che comunque ha visto la determinazione del comandante che ha deciso di allontanarsi dal punto dell'ormeggio e dirigersi vero il mare aperto è stata giudicata quanto mai opportuna proprio per non far finire sulla banchina la motonave sballottolata delle onde impetuose nel porto, divenuto sempre più insicuro quando arriva il Levante con la sua furia devastante. E sempre venerdi l'altro traghetto, il "Maria Maddalena", ribattezzato "Calimero" e già funzionante in Danimarca, dove è stato costruito nel 1955 dai cantieri navali Christensens Staalskibsværft A / S di Marstal e adibito a trasportare vagoni ferroviari da una riva all'altra dei fiordi, oltre a essere un rompighiaccio, ha perso lo sportellone mentre rientrava da Ponza a Terracina, tragitto sul quale avviene il trasporto di carburante e merce varia, oltre che camion. A Ventotene, invece, sempre venerdi, l'acqua ha allagato il Poliambulatorio facendo mancare l'energia elettrica che è stata rispristinata in seguito, grazie all'intervento dei Volontari della "Protezione Civile delle Isole Ponziane". Fortunatamente durante il black out non si è verificato alcun caso urgente.