Via dalla ex Rossi Sud e vada come può andare. Quasi tutte le famiglie di origine rom entrate dentro l'orribile capannone sulla Monti Lepini a luglio scorso per il rogo che ha colpito e distrutto Al Karama se ne sono andate all'alba di sabato, tornando proprio da dove venivano, nell'ammasso di ferraglia e cemento bruciato che era il loro quartiere. Lo hanno fatto per protesta, per stanchezza e perché comunque era stato loro assicurato che la sistemazione nell'ex Rossi Sud era del tutto temporanea ed eccezionale. Così è scritto nell'ordinanza di sgombero firmata dal sindaco di allora, Damiano Coletta. E così è riportato nelle determine consequenziali del Commissario Carmine Valente con le quali è stato disposto il servizio di trasporto per i bambini a scuola e per gli adulti al lavoro. Il trasloco improvviso di tutti (tranne tre famiglie) è stata anche una forma ulteriore di protesta, per cercare di ottenere un'accelerazione nei lavori di allestimento del nuovo campo Al Karama, un intervento anch'esso programmato dalla precedente amministrazione e che viene portato avanti adesso. Secondo il cronoprogramma illustrato dal Commissario si potrà rispettare la data di consegna del 30 maggio prossimo, poiché in questo momento sono ancora in essere gli allestimenti interni e gli allacci per le forniture dei servizi essenziali.


Ieri mattina sia la polizia locale che la questura hanno rilevato che nel vecchio campo avevano fatto ritorno quasi tutte le famiglie. I volontari della Caritas hanno cercato, in qualche modo, di convincere i presenti a Borgo Bainsizza a fare ritorno nei locali della ex Rossi Sud, viste le temperature bassissime di questa settimana, dunque soprattutto per motivi sanitari e di sicurezza, specie in riferimento ai bambini. Ieri pomeriggio infine c'è stato un progressivo rientro nella sede di via Monti Lepini grazie all'opera di convincimento della Polizia Locale, oltretutto poiché gli stessi capifamiglia hanno constatato che il vecchio campo è in buona parte inagibile. Il caso-Al Karama è esploso all'inizio di luglio in concomitanza con il rogo che ha devastato tutto il complesso del campo rom e obbligato il Comune a trovare una soluzione immediata ma temporanea. Col passare dei mesi però anche la sistemazione nella ex fabbrica è diventata un bubbone per via della interruzione del servizio di scuolabus e perché, di fatto, 80 persone vivono dentro un unico spazio con neonati, animali, angoli per cucinare in tutto e per tutto precari.

Dal 7 gennaio è stato riorganizzato il servizio di scuolabus con la presenza di volontari della Croce Rossa che accompagnano gli alunni della comunità presso le scuole in cui sono iscritti e la Caritas-Migrantes ha anche potuto avviare un servizio di doposcuola per i bambini che non hanno frequentato a novembre e dicembre. Oggi si potrà capire se tutti sono rientrati all'ex Rossi Sud e se quella di sabato è stata soltanto una forma di protesta oppure se il trasloco verrà confermato.