Hanno ottenuto gli arresti domiciliari sei imputati del processo che si è concluso in Tribunale dal giudice Mario La Rosa per il maxi carico di droga e per il ritrovamento di un arsenale in un furgone. Gli imputati erano stati condannati con pene che oscillano tra i 4 e i 5 anni e multe che vanno tra i 30mila e 40mila euro per la detenzione di sostanza stupefacente (60 chili di marijuana e 15 di hascisc), mentre erano stati assolti dalla detenzione di armi da guerra. Le difese rappresentate dagli avvocati Oreste Palmieri e Maurizio Forte, hanno chiesto al giudice la sostituzione della misura cautelare di massimo rigore come quella del carcere con gli arresti domiciliari e la richiesta è stata accolta.
Il giudice ha accolto la richiesta per Paolo Francesco Carnevale, Alberto Di Vito, Gianluca Del Vecchio, Onorato Rotunno, Fabrizio Luca e Paolo Rea. Il magistrato ha rivalutato le esigenze cautelari sulla scorta della caducazione di due titoli cautelari e del tempo trascorso da quando era stato commesso il reato: il 23 dicembre del 2021. Per alcuni imputati è stato messo in rilievo lo stato di incensuratezza mentre per altri invece anche esigenze di natura familiare.
L'operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo insieme alla Squadra Mobile di Latina e di Frosinone, alla Polizia di Fondi aveva portato al recupero di un ingente quantitativo di droga e armi nascoste nel doppio fondo di un furgone.
L'attività si era svolta tra le province di Frosinone e Latina ed erano state trovate armi da guerra, pistole, detonatori, tritolo e plastico oltre a 75 chili di droga. Il furgone era preceduto da un corteo di auto di cui due prese a noleggio su cui viaggiavano gli imputati che hanno sostenuto di non sapere cosa ci fosse all'interno del mezzo. Giovedì sono stati processati con il rito abbreviato e hanno beneficiato della riduzione di un terzo della pena. Il giudice l'altro giorno per sei ha concesso i domiciliari.