Cronaca
25.02.2023 - 15:12
Si è concluso in Corte d'Appello a Roma il processo nei confronti della donna di origine straniera accusata di lesioni gravi all'indirizzo dell'ex compagno. Dopo che erano state depositate le motivazioni della sentenza, la difesa dell'imputato ha presentato ricorso in Corte d'Appello e alla fine i magistrati roman hanno confermato la sentenza emessa quasi un anno fa dal giudice monocratico del Tribunale di Latina. La parte offesa si era anche costituita parte civile ed è rappresentata dall'avvocato Liliana Tari. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Abballe e Luigi Fioretti. La donna di origine straniera di 57 anni, è ritenuta la presunta responsabile in concorso con il padre un uomo di 87 anni, dell'aggressione all'ex compagno. Oltre ai maltrattamenti il reato ipotizzato era quello di lesioni gravissime. La Procura aveva contestato anche l'aggravante del rapporto affettivo tra la parte offesa e l'imputata. L'episodio contestato era avvenuto due anni fa, il 21 gennaio del 2021 vicino Latina e all'indirizzo della donna, il giudice aveva disposto anche una misura restrittiva del divieto di avvicinamento: doveva essere ad una distanza di almeno 500 metri. Le indagini erano state condotte dal pubblico ministero Martina Taglione insieme al Procuratore Aggiunto Carlo Lasperanza e durante le indagini era stato affidato l'incarico al medico legale Cristina Setacci che aveva svolto le operazioni peritali. Dopo la condanna emessa da giudice monocratico del Tribunale di Latina Fabio Velardi e il deposito delle motivazioni, si è svolto il processo di secondo grado dove la pubblica accusa aveva chiesto la conferma delle condanne di primo grado. Una prospettazione che alla fine è stata condivisa dai giudici.
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