«Ricordo il clima, era di grande strumentalizzazione politica ed era stato alimentato. E poi c'era un gruppo di contestatori che aveva tentato di boicottare l'evento, arrivarono insulti e fischi, erano a 100 metri dal palco». In aula nel processo che vede come parte offesa l'ex Presidente della Camera Laura Boldrini, vittima di diffamazione aggravata, ha deposto ieri pomeriggio l'ex sindaco di Latina Damiano Coletta. La testimonianza davanti al giudice monocratico Beatrice Bernabei è durata dieci minuti durante i quali l'ex primo cittadino ha ripercorso quella giornata di luglio di quasi sei anni fa al Parco Comunale Falcone e Borsellino in occasione dell'intitolazione dell'area verde ai due giudici uccisi dalla mafia. Il clima di quei giorni era di tensione. «Fu cambiata la denominazione del Parco - ha spiegato rispondendo alle domande del legale di parte civile - e fu una scelta dell'amministrazione da me diretta. Era un evento istituzionale, c'era oltre alla presidente della Camera anche il Prefetto, il presidente della Provincia, il Questore e altre autorità». Ascoltato nel corso del processo anche un imputato. <Non ce l'avevo con la Boldrini, sono di Amatrice ed era venuta dopo il terremoto a fare delle promesse per la ricostruzione che non sono state mantenute. Io ho subito danni gravissimi - ha detto - e sono sei anni che combatto per ricostruire casa>. Sono nove le persone imputate. Il processo riprende a maggio.