Il fatto
10.03.2023 - 11:26
È stato sottoscritto ieri pomeriggio il Protocollo d'intesa tra il Comune di Latina e l'Associazione 21 luglio, rappresentati dal Commissario Straordinario Carmine Valente e Carlo Stasolla, per un percorso condiviso relativo alla realizzazione di un nuovo Centro di Autonomia Abitativa non monoetnico presso Al Karama. Oggetto dell'accordo è "l'instaurazione di un'attività di collaborazione, a titolo gratuito, tra il Comune di Latina e Associazione 21 Luglio ETS per un'attività di consulenza nel regolamentare e promuovere il processo di trasferimento della comunità rom attualmente presente nella struttura ex Rossi Sud presso il Centro di Autonomia Abitativa, di prossima realizzazione, in Via Monfalcone a Borgo Bainsizza".
L'antefatto
Da quasi 30 anni, a Borgo Bainsizza, sorge l'insediamento di Al Karama, abitato da un centinaio di persone di origine rom e di nazionalità rumena. Nel 2009, nel pieno dell'"Emergenza Nomadi", il Comune di Latina ha presentato un progetto per un nuovo insediamento riservato alle famiglie rom su un'area di proprietà della Regione Lazio. La proposta si è concretizzata nel 2010 con un Protocollo di Intesa tra Regione Lazio, Comune di Latina e Prefettura di Latina.
Il progetto è rimasto fermo per anni fino a quando il 2 luglio 2022 un vasto incendio ha distrutto il "campo rom" di Al Karama e il sindaco di Latina, con ordinanza contingibile e urgente ha ordinato il trasferimento delle famiglie rom nell'Ex Rossi Sud, una struttura destinata a spazio espositivo.
Il 29 settembre 2022 il Consiglio Comunale di Latina è stato sospeso e il dott. Carmine Valente, nell'assumere il ruolo di Commissario straordinario, si è trovato nella condizione di offrire una soluzione all'emergenza vissuta dalle famiglie rom, dando continuità alla progettualità ratificata con il Protocollo del 2010. La sintesi Il Commissario straordinario, a seguito di un'approfondita interlocuzione intercorsa con l'Associazione 21 luglio, ha ritenuto di dar vita al nuovo Centro di Autonomia Abitativa (CAA) riservato inizialmente alle famiglie attualmente presenti nell'ex Rossi Sud e successivamente, con la loro graduale fuoriuscita, a qualsiasi nucleo familiare che sul territorio pontino, versi in condizione di disagio abitativo.
L'obiettivo del Centro sarà quello di fronteggiare situazioni di disagio socio-economico ed emarginazione attraverso un intervento integrato e coordinato sul piano dell'inclusione, dell'accompagnamento degli individui e delle famiglie presenti, verso una forma di autonomia necessaria per la loro inclusione.
A tal fine sono previsti interventi sociali e misure di sostegno economico per agevolare il raggiungimento della piena inclusione abitativa e lavorativa e la conseguente fuoriuscita dalla struttura.
Le dichiarazioni "Siamo di fronte a un vero cambiamento – dichiara il Commissario Valente – condiviso con l'Associazione 21 Luglio, perché nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale, a Latina non ci sarà più un centro monoetnico ma un'area per le famiglie che vivono in condizioni di disagio abitativo.
Il percorso delineato e meglio esplicitato nel regolamento che stiamo per adottare consentirà alle famiglie che si trovano in condizioni di fragilità e di disagio economico, attraverso strumenti di partecipazione, di coprogrammazione e di sostegno che il Comune metterà in campo, di vivere finalmente una vita partecipativa e sociale a tutti gli effetti".
Secondo Carlo Stasolla di Associazione 21 luglio: «Siamo pienamente soddisfatti dall'essere riusciti a evitare, la realizzazione di un nuovo "campo rom", riconosciuto ormai su scala nazionale come un luogo di esclusione e segregazione istituzionale.
Per la comunità di Latina si è davvero davanti ad una svolta e per le famiglie rom di origine rumena che da 30 anni, in condizioni socio-sanitarie estreme, vivono nel capoluogo pontino, si aprono prospettive di inclusione certe, reali e sostenibili».
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