Ha sparato con due fucili, il primo mentre era ancora in macchina. Successivamente è sceso dall'auto impugnando una seconda arma e quindi ha sparato di nuovo. E' quanto emerso ieri nel corso dell'udienza di convalida per Riccardo Di Girolamo comparso davanti al gip Giuseppe Cario. Era presente anche il pm Daria Monsurrò. Nei confronti di Riccardo Di Girolamo, assistito dai legali Gaetano Marino, Massimo Frisetti e Alessandra Piscopo è stato convalidato il fermo e disposta la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di omicidio volontario premeditato. Il pericolo di fuga, La scelta di portare in auto due fucili, il rischio di nuovi episodi di violenza considerando anche alcune testimonianze raccolte, questo il quadro emerso ieri insieme ad altri dettagli. Come la scelta di raggiungere un amico, che ha abbracciato, dopo l'omicidio e dopo avere posato solo uno dei due fucili a casa, al quale poi ha confessato di avere ucciso Marco Gianni e la consapevolezza di essere prossimo ad un lungo periodo in carcere. E proprio da questo amico, sconvolto per la confessione, sarebbe partita la chiamata ai Carabinieri, arrivata sostanzialmente poco dopo un'altra telefonata, cioè quella della persona che materialmente ha trovato il corpo di Marco Gianni all'interno del vivaio in via del Villaggio a Borgo San Donato.