Non è suggestionabile sotto il profilo psicologico da eventi esterni ed è capace di riferire i fatti avvenuti senza subire dei condizionamenti. E' questa la conclusione a cui è arrivata nei giorni scorsi una psicologa, consulente nominata dal giudice del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone, nell'inchiesta relativa ad una presunta violenza sessuale da parte di una donna, un'incensurata di 30 anni, nei confronti di un minore.

L'episodio - su cui verrà fatta luce nel corso del dibattimento - è avvenuto a Latina. Dopo le prime avances - secondo la ricostruzione degli inquirenti - ci sarebbe stato un rapporto sessuale e il ragazzino è stato costretto a subire degli abusi.

All'epoca dei fatti il piccolo che aveva nove anni, era rimasto per qualche ora in casa con la donna, un'amica del padre uscito per fare la spesa. In quella circostanza sarebbero avvenuti i presunti abusi denunciati in un secondo momento. Il processo per l'imputata inizierà tra quasi un anno: il 17 aprile del 2024 davanti al Collegio penale del Tribunale di Latina. La 30enne era stata indagata a piede libero a seguito di una denuncia presentata dalla madre del piccolo che aveva chiesto alla Procura l'esercizio dell'azione penale. Nel corso di un incidente probatorio il ragazzino che adesso ha 13 anni, aveva riferito i fatti avvenuti nel capoluogo tra il 2018 e il 2019. La vicenda era venuta alla luce quando il piccolo mentre era a scuola si era sentito male e le insegnanti avevano avvisato la madre. Dal punto di visto emotivo era crollato a causa di un forte stato di stress accumulato anche perchè avrebbe confidato i fatti a distanza di diverso tempo dall'accaduto.

Sono due gli episodi contestato che hanno portato sul registro degli indagati la donna nei cui confronti è stato fissato il processo. Era stato il pubblico ministero Martina Taglione, titolare del fascicolo e che aveva coordinato le indagini, a chiedere un incidente probatorio. L'esame per cristallizzare e blindare una prova da portare al dibattimento e rischiava di deteriorarsi si era svolto davanti al gip e la parte offesa aveva ripercorso quei momenti drammatici. La Procura aveva contestato anche l'aggravante della minore età della vittima. Nelle pieghe dell'inchiesta era stata chiesta una consulenza di una psicologa per valutare l'attendibilità del ragazzino.

Scontato che quando inizierà il processo in Tribunale sarà battaglia tra accusa e difesa.