Il fatto
17.09.2023 - 15:30
Non fossero bastati i 107 mila euro sentenziati ai danni del Comune di Maenza per i lavori di ampliamento della strada che porta su alla "Vaccara", una nuova tegola finanziaria si abbatte sull'Amministrazione guidata da Sperduti e anche questa arriva dal passato. La somma in questione stavolta è di addirittura 176 mila euro. Una cifra che l'Ente ha dovuto accantonare, anche questa, tra le voci disponibili di bilancio, andando a limitare ulteriormente le possibilità di spesa del Comune. Il buco, come detto, viene dal passato, precisamente dal 2007 (anche se la storia era iniziata addirittura nel 1993) e riguarda il fallimento del Consorzio Gea, un consorzio che vedeva uniti diversi comuni per i quali svolgeva il servizio di raccolta rifiuti. Nel 2007 la Gea fallì e venne liquidata. Questo però non estinse i conti ancora in sospeso tra il sodalizio e i comuni componenti. Tra questi appunto, il comune di Maenza. La curatela fallimentare incaricata dal Tribunale iniziò quindi i procedimenti di recupero di quei conti sospesi. In tale contesto, saltando tanti passaggi, nelle scorse settimane è stato recapitato al Comune un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo per fatture commerciali emesse e rimaste impagate. Come detto, dal 1993 la Gea aveva svolto l'appalto la raccolta generalizzata dei rifiuti solidi urbani sul territorio comunale. Il Comune però, a quanto risulta dalle carte, già dall'anno 1996 (e sino al 2005) non ha provveduto al pagamento di fatture emesse dalla Società per i servizi resi. Ciò risulta anche da vari carteggi. Nel 2007 la Gea viene dichiarata fallita e inizia il lavoro della curatela che ricompone i vari conteggi. Alla data della nomina del curatore Maenza risulta debitrice per un importo pari a 130.243,42 euro.
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