Movida molesta, il sindaco Petrucci detta le regole per l'estate
16.06.2016 - 15:45
Il sindaco Gianni Petrucci anche questa estate alle prese con la movida della sua frequentatissima San Felice Circeo, meta turistica tanto gettonata quanto a rischio caos senza regole certe. Che invece arrivano, puntualissime e servere, con un'ordinanza che tenta di arginare i «forti elementi di criticità» registrati già negli anni passati fuori dai locali in orario notturno. Comportamenti incivili, risse, schiamazzi, degrado urbano dovuto all'abbandono di bicchieri e bottiglie, disturbo della quiete pubblica, danneggiamenti all'arredo urbano, orari di inizio e fine degli spettacoli musicali. C'è tutto, circostanziato in ben otto pagine. «È doveroso e urgente intervenire a tutela del riposo e della salute pubblica insidiata da frastuoni e schiamazzi», scrive Petrucci, «correlati all'eccessivo consumo di alcol e dai disturbi prodotti dalle emissioni sonore eccessive e dall'abbandono di contenitori di vetro». L'alcol più di tutto è indicato come causa di degrado e confusione, nonché di «pericolo per la incolumità dei cittadini di ogni età». Dunque, le prime disposizioni sono su questo: parla il Testo unico della pubblica sicurezza che prevede sanzioni per chi viola le regole della somministrazione dalla mezzanotte alle sette del mattino: multe che vanno dai 2000 ai 30 mila euro. Ma per rinforzare i divieti l'ordinanza specifica ancora come vanno somministrati gli alcolici e le bevande in genere: da mezzanotte in poi si consumano in vetro solo all'interno dei locali, altrimenti è vietata la vendita da asporto. Alcolici alla spina vanno serviti in bicchieri di plastica, e sono i gestori a dover controllare che nei pressi del locale non vi sia l'abbandono di rifiuti. Ci saranno le forze dell'ordine e una vigilanza straordinaria ma ai gestori viene comunque chiesto di «di avvalersi delle procedure più veloci per contattare le Forze di Polizia al fine di allontanare ed isolare clienti molesti, ubriachi e minorenni che chiedono di bere nonostante i divieti».
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