Il processo
10.01.2024 - 10:30
Prima una articolata ricostruzione del consulente della difesa sulle celle telefoniche che agganciavano gli imputati e poi le dichiarazioni spontanee di uno degli imputati Simone Grenga che chiude di fatto il dibattimento e si dichiara innocente quando parla alla Corte d'Assise. «Non ho la coscienza sporca. Sono detenuto ingiustamente, non ci sto più, non faccio parte di questa situazione». Sono stati questi i due passaggi salienti del processo per l'omicidio Moro.
Infine ha rilasciato spontanee dichiarazioni Simone Grenga, uno degli imputati. Ha parlato di come abbia iniziato un nuovo percorso di vita, ha ricordato il suo rapporto con Renato Pugliese, uno dei collaboratori di giustizia. «Lo conoscevo da bambino, poi sono stato all'estero e sono tornato in Italia nel 2007 e non l'ho più visto e sentito».
Ha sottolineato che anche in carcere a Viterbo - dove entrambi erano detenuti - sarebbe stato impossibile incontrarlo e parlare con lui perchè c'era un agente della polizia penitenziaria. Grenga ha ricordato di non aver mai visto e frequentato Agostino Riccardo,
L'imputato ha dichiarato di essere detenuto ingiustamente. «Nel corso di 14 anni ho avuto un comportamento esemplare, ho preso un diploma e mi sono iscritto all'Università ottenendo anche permessi premio almeno fino al momento dell'arresto per l'omicidio Moro».
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