Il caso
20.06.2025 - 07:30
Il bilancio previsionale di Abc e anche lo stesso Pef del servizio rifiuti così come sono in questo momento sono invotabili perché su questo atto pesano come un macigno 95 progressioni verticali di carriera su altrettanti dipen-denti di Abc fatte nel 2021 senza autorizzazione e senza un atto o un progetto che li giustifichi. Si delinea sempre di più come una strada senza uscita il futuro dell’azienda speciale che necessita di una profonda presa di coscienza e di un percorso di rimodulazione che chiama in causa azienda speciale e Comune di Latina.
Ma i nodi da sciogliere sono molto intricati e il più grande riguarda la gestione post Covid poco controllata di Abc, l’alto costo del personale e la mancata giustificazione di questo costo che ora se sostenuto nei bilanci potrebbe causare conseguenze da Corte dei Conti. Questo sembra essere il primo vero (e pesante) dato che sta emergendo in queste ore e che è apparso chiaro anche a tecnici e assessori riuniti ieri in una delle ennesime riunioni fiume che si stanno svolgendo per capire la cura adeguata per un malato importante, il gestore del servizio rifiuti.
La malattia di cui soffre Abc ha parecchie caratteristiche, alcuni evidenti da mesi, forse anni, altre emerse con forza nell’ultimo periodo a fronte di bilanci previsionali mai approvati durante la gestione Celentano e di un servizio inadeguato ma gravato di aumenti onerosi sulle bollette Tari caricate sulle spalle dei cittadini. Con il paradosso che Abc è figlia, in quanto ente strumentale, del Comune ma l’amministrazione sembra accorgersi solo ora della malattia che deve gestire. Ora si è arrivati al punto di non ritorno di una maggioranza che si trova nella posizione scomoda di dover dare il via libera a un bilancio fortemente deficitario, che la stessa dirigenza di ABC si rifiuta di avallare con un parere favorevole e che persino l'assessore al Bilancio sarebbe restìo a presentare.
Nei due incontri di ieri, il primo con tecnici, segretario e direttore generale e assessori Basti e Addonizio, e il secondo interno alla forza di governo che esprime il sindaco, Fratelli d’Italia e alla presenza del senatore Calandrini, dell’assessore Addonizio, di Enrico Michetti in collegamento telefonico, e del Cda e del collegio dei revisori di Abc, è emersa la necessità di trovare una strada per sanare le problematiche emerse, e nell’attesa di capire se ci sono i presupposti per trovare una via d’uscita dall’impasse e se ci sia un’azione per mantenere in vita Abc. In particolare in questo incontro è emerso con forza il vulnus legato al costo del personale che grava sui bilanci e che era stato rilevato sia dalla due diligence che dal referto dell’ufficio del controllo analogo.
Secondo l’organo del controllo analogo l'ombra lunga dei costi del personale rischia di compromettere la sostenibilità economica dell'azienda. Entrando nel dettaglio, la spesa per il personale è in crescita costante: da €10.8 58.8 52 nel 2023 a € 11.155.844 nel 2024 (+2,7%) e poi a € 11.669.195 nel 2025, con un incremento del 4,6%. Questo incremento si riflette sull’incidenza del costo del personale che arriva al 59.4% dei ricavi dell’azienda, una percentuale altissima.
«Questo rendimento suggerisce - scrive l’organo di controllo analogo - oltre alle necessità di approfondimento delle dinamiche aziendali riferite alle progressioni di carriera avvenute le cui criticità sono state evidenziate dall’organo di controllo e dalla Due diligence, l’esigenza di strategie di controllo dei costi, soprattutto fissi e una gestione della struttura organizzativa per garantire la sostenibilità economica nel medio periodo».
Nella riunione con il Cda, Michetti e Fratelli d’Italia è stato chiarito meglio un aspetto ancora più grave in questo quadro, quello di 95 progressioni verticali di carriera su altrettanti dipendenti di Abc fatte senza autorizzazione. I dipendenti durante la gestione dell’amministrazione Coletta sono passati dagli iniziali 209 a 240, erano previsti nel triennale 2022/2024 ma non in quello 2019/2021, e avrebbero prodotto quasi 1,2 milioni di costo aggiuntivo, ma sembra che non ci sia alcun atto che giustifichi questo passaggio, tantomeno il progetto dell’epoca.
Quelle progressioni andavano previste con un piano dettagliato e l’empasse sarebbe qui: la scelta dell’azienda speciale è stata fatta per la sua convenienza rispetto al libero mercato, ma successivamente con il porta a porta a regime l’azienda si è avvalsa di altre figure con livelli professionali più alti e con costi più alti, un fatto che, senza il supporto di atti specifici, contraddice il principio dell'economicità producendo costi più alti.
La soluzione? O sanare l’errore e riallineare gli atti con una procedura non semplice, con il rischio di avere problemi con i lavoratori e a fronte di una raccolta già deficitaria, oppure procedere con la liquidazione della società. Un passo indietro da parte di tutti, Comune e azienda è possibile? Un bel rebus che andrebbe comunque avallato dai tecnici prima che dalla politica. E allo stato attuale sembra che nessuna delle due parti sia intenzionata a farlo.
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