È finita al centro di un'inchiesta della Procura di Latina la procedura di assegnazione dei cinque chioschi sul lungomare di Sabaudia della scorsa estate. Ipotizzando la turbativa d'asta, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano ha avanzato la richiesta di applicazione di misure cautelari per tre degli indagati, ossia il vicesindaco Giovanni Secci e due dirigenti del Comune di Sabaudia. Il sindaco Alberto Mosca è indagato invece in stato di libertà. Nei giorni scorsi sono scattati gli avvisi di garanzia per i tre indiziati che dovranno comparire, la prossima settimana, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina per l'interrogatorio preventivo.
La vicenda è stata approfondita da un'indagine svolta dagli investigatori della Guardia di Finanza e dai Carabinieri Forestali, ma è già stata esaminata anche dai giudici amministrativi del Tar di Latina che hanno già bocciato la condotta dell'amministrazione locale, accogliendo il ricorso del ristoratore di Latina che la scorsa primavera si era aggiudicato tutte e cinque le aree demaniali sul lungomare di Sabaudia.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero condizionato l'esito dell'assegnazione degli spazi per i chioschi, imponendo al soggetto aggiudicatario condizioni nella definizione dei pagamenti per l'occupazione del suolo pubblico con tempi stringenti e modalità di pagamento che non erano previste nel bando, ma hanno prodotto la decadenza dell'assegnazione, agevolando quindi i secondi arrivati delle gare, subentrati a stagione balneare in corso. In seguito a un ricorso presentato al Tribunale Amministrativo di Latina, il ristoratore estromesso dalla gestione delle aree demaniali si è visto accogliere l'istanza che ha portato alla decadenza delle cinque concessioni demaniali. Ma nel frattempo era scattata anche l'indagine che si è conclusa con le richieste di arresto per tre degli indagati.