Il fatto
14.01.2026 - 21:30
"Cornuto, come è morto mio fratello di infarto, il prossimo sarai te". E poi" Figlio di p....". Sono alcune delle offese e delle minacce indirizzate da una donna di Latina di 31 anni, imputata del reato di atti persecutori nei confronti del marito che l'aveva denunciata. La donna - secondo quanto contestato - aveva molestato il coniuge inviando numerosi messaggi e telefonate dal contenuto anche ingiurioso al punto da provocare nell'uomo un forte stato di ansia e agitazione. I fatti dall'aprile del 2021 fino al 2022. Oggi il gup del Tribunale di Latina Mara Mattioli ha assolto la donna, difesa dall'avvocato Alessandro Farau, perché il fatto non sussiste.
Il giudice ha accolto la tesi della difesa in merito all'insussistenza del reato per mancanza dell'evento di danno: ansia e paura oltre al cambiamento delle abitudini di vita, in considerazione dell'esistenza di un rapporto di coppia conflittuale. Nei confronti della 31enne il gip del Tribunale di Latina Giuseppe Molfese aveva emesso un provvedimento restrittivo del divieto di avvicinamento alla parte offesa. La donna - come aveva messo in evidenza il gip - nonostante fosse imputata per lo stesso reato, ha perseverato con le condotte. Oggi la sentenza di assoluzione.
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