Il fatto
19.01.2026 - 16:04
I “fatti acclarati” si connotano per “modalità esecutive di elevata gravità” e delineano un quadro di “elevatissimo allarme”. Con queste motivazioni il gip di Milano Domenico Santoro ha disposto la custodia cautelare in carcere per Emilio Gabriel Valdez Velazco, peruviano di 57 anni, accusato di omicidio per la morte della 19enne Aurora Livoli.
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, l’uomo avrebbe avvicinato la ragazza all’interno della stazione della metropolitana, usando atteggiamenti “convincenti” e facendo leva non solo sulla differenza d’età, ma anche – “con tutta verosimiglianza” – sullo sfruttamento delle condizioni personali di inferiorità della giovane.
Il giudice evidenzia infatti la condizione di vulnerabilità della 19enne: Aurora si sarebbe allontanata da casa da diversi giorni, senza un punto di riferimento stabile a Milano né una dimora certa. A questo, sempre secondo il gip, si aggiungerebbe una fragilità psicologica che l’avrebbe resa ancora più esposta.
Valdez Velazco era stato fermato il 30 dicembre per un episodio precedente: una tentata rapina ai danni di una connazionale, anche lei 19enne, incontrata sempre alla stazione Cimiano della metropolitana. Un’aggressione definita di “inaudita violenza” e considerata dal giudice una sorta di “riprova” di una escalation che non poteva essere sottovalutata.
Questa mattina, durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, dopo aver già reso confessione davanti al pm Antonio Pansa, che coordina l’inchiesta insieme alla procuratrice aggiunta Letizia Mannella.
Il difensore Massimiliano Migliara ha chiesto alla Procura di riunire i due procedimenti, ritenendo gli episodi “susseguenti” e anche per ragioni di economia processuale.
Nell’ordinanza, il gip sottolinea che le modalità dell’azione – in questa prima fase delle indagini – sarebbero “chiaramente assistite” da un grave quadro indiziario sulla volontà omicida. Inoltre, durante l’interrogatorio, l’indagato non avrebbe mostrato né considerazione per la giovane vita spezzata né segni di pentimento.
Per il giudice, infine, alla luce dei precedenti e delle aggressioni contestate, il rischio di nuovi reati è “concreto e attuale”, in una pericolosità definita “massima e più grave estensione”.
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