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Il caso

Tentato omicidio e rissa in zona pub; otto minori rischiano il processo

Il pm nel capo di imputazione: spedizione punitiva. I fatti nel novembre del 2024

Tentato omicidio e rissa in zona pub; otto minori rischiano il processo

La Procura per i Minori di Roma e il pubblico ministero Tullia Monteleone hanno chiuso l’inchiesta nei confronti di otto giovanissimi,  tutti di Latina, coinvolti  nella rissa in una aggressione di tre giovani nel quartiere dei pub a Latina. Per tre 20enni il processo è iniziato in Tribunale a Latina (sia al dibattimento che davanti al gup), per gli altri minori l’indagine è stata chiusa nei giorni scorsi. 

Nei confronti di  due under 18 all’epoca de fatti che devono rispondere del reato più grave -  come sottolineato dal magistrato inquirente nel capo di imputazione - lo scopo insieme agli altri tre complici era chiaro:  «Realizzare una spedizione punitiva verso il gruppo avversario». 

Per gli altri minori invece che devono rispondere della rissa aggravata, insieme ad alcuni maggiorenni la cui posizione processuale è diversa,  come ha sottolineato il pm: «hanno partecipato ad una violentissima rissa con  molti ragazzi che hanno riportato lesioni personali».

Un anno fa erano stati arrestati tre giovani del capoluogo: Francesco Manauzzi e Antonio Iustic, 20 anni di Latina che sono già a processo e nei cui confronti viene contestato il tentato omicidio. E’ la stessa accusa di cui deve rispondere Mirko  Iorio che ha scelto un’altra strada processuale. Nei giorni scorsi la Procura ha notificato l’avviso di conclusione indagini sulla scorta degli elementi raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina.

Come è emerso nel corso del dibattimento e  riportato nelle carte dell’inchiesta, nella tarda serata del 23 novembre nel quartiere dei pub di Latina si sono affrontati due gruppi di ragazzi composti in larga parte da giovanissimi: da una parte quelli del Colosseo e dall’altra quelli del Quartiere Q4.

A riportare la peggio erano stati tre 17enni feriti dalle coltellate: il più grave era stato ricoverato prima al Santa Maria Goretti di Latina e poi allo Spallanzani di Roma, era stato anche in pericolo di vita. Nel processo che si sta celebrando in Tribunale a Latina -  davanti al Collegio Penale per due imputati -  la madre del giovane nel corso di una drammatica testimonianza aveva detto che il figlio ha gli incubi per quello che è successo.  

I minori che rischiano il rinvio a giudizio erano stati individuati -  sempre nell’ambito dello stesso contesto investigativo  -  dagli agenti della Squadra Mobile  coordinati dal dirigente Giuseppe Lodeserto. I poliziotti avevano analizzato le immagini delle telecamere della zona, un video dai social network e infine avevano raccolto alcune testimonianze.  Un anno fa erano state emesse dal giudice del Tribunale di Latina  Giuseppe Cario le misure restrittive richieste dal pubblico ministero Giuseppe Bontempo all’indirizzo dei tre maggiorenni, gli accertamenti della Polizia avevano permesso di ricostruire il ruolo di ogni ragazzo che aveva partecipato alla rissa e all’aggressione.

Il movente è riconducibile  alla vendetta di un gruppo nei confronti di un’altra fazione  per una lite avvenuta una manciata di minuti prima. Come è emerso dalle indagini i fatti sono racchiusi in un breve arco temporale: poco più di 16 minuti: tra le 23,29 e le 23,45 di sabato 23 novembre 2024.  

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Stefano Mancini, Paolo Zeppieri, Giancarlo Vitelli,  Riccardo De Mauri,  Pantaleone Mercurio, Maurizio Mocellin, Francesco Pisani. Non è escluso che alcuni degli indagati possano anche presentare delle memorie difensive oppure possano chiedere di essere interrogati. Sarà poi il magistrato inquirente a decidere su ogni singola posizione.

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