Il fatto
13.02.2026 - 19:00
Anche due funzionari del Comune di Cisterna, G.M e M.P., sono indagati nell'inchiesta della Guardia di Finanza per corruzione. Dalle carte dell'inchiesta viene alla luce il ruolo di Renio Monti che nella veste di consigliere comunale di Cisterna e Presidente della Commissione Urbanistica e Domenico Monti nella veste di titolare dello studio di architettura e padre di Renio Monti, ricevevano denaro da David D'Ercole in qualità di legale rappresentante della 3Heads. È questo quello che ipotizza la Procura. Secondo quanto sostenuto i due funzionari sollecitavano D'Ercole a rivolgersi allo studio Monti per ottenere l'approvazione di un progetto relativo alla realizzazione di una media struttura in vendita in corso della Repubblica a Cisterna, e Monti avrebbe offerto rassicurazioni in merito all'approvazione. Sempre in base alle indagini, Monti dopo aver apposto la firma come progettista si adoperava per far adottare la delibera di giunta del Comune di Cisterna. Secondo l'accusa Renio e Domenico Monti avrebbero accettato la promessa di ricevere da D'Ercole 75mila euro, 20mila dei quali corrisposti e dissimulati in un corrispettivo a vantaggio di Renio e Domenico Monti.
Nell'altro capo di imputazione viene contestata la corruzione al dirigente dell'Urbanistica Luca De Vincenti, all'architetto Eleonora Boccacci e all'imprenditore Gabriele Califano. Al centro dell'inchiesta in questo caso la somma di 40mila euro ricevuta da Luca De Vincenti e l'architetto Boccacci da Califano, amministratore unico della Califano Carrelli per realizzare gli interessi della società. Secondo l'accusa De Vincenti si è messo a disposizione di Califano e ha ricevuto insieme alla Boccacci la somma di denaro per istruire e velocizzare l'approvazione dell'istanza di ampliamento di un sito produttivo. L'imprenditore Califano è difeso dagli avvocati Angelo Farau e Domenico Volante e oggi ha parlato a lungo nel corso dell'interrogatorio preventivo rispondendo alle domande del gip Barbara Cortegiano e del pm Valentina Giammaria. Gli altri indagati sono assistiti dagli avvocati Massimo Caria e Aldo Pomponi.
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