Il fatto
24.02.2026 - 15:00
"Hanno abusato della funzione ricoperta per soddisfare fini di lucro, commettendo corruzioni in modo spregiudicato". È quello che sostiene il gip del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano quando motiva la sussistenza delle esigenze cautelari nell'inchiesta sulla corruzione a Cisterna. Agli arresti domiciliari sono finiti: Renio Monti e Luca De Vincenti, rispettivamente consigliere provinciale e comunale di Cisterna e dirigente all'Urbanistica Luca De Vincenti.
Obblighi di firma per l'architetto Eleonora Boccacci e per Domenico Monti. "Gli indagati - è riportato nelle carte dell'inchiesta - hanno operato con continuità per tutto il periodo in cui sono state attive le operazioni di intercettazione. Appare allarmante - osserva il gip - la comunione di intenti da parte dei plurimi funzionari pubblici".
Il giudice al termine dell'interrogatorio preventivo non ha emesso alcuna misura per gli imprenditori Gabriele Califano e David D'Ercole. Come emerge dalle carte dell'inchiesta - condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Latina - sono due i binari dell'indagine.
Il primo riguarda la costruzione di uno store in corso della Repubblica a Cisterna e in questo caso D'Ercole avrebbe ricevuto da due funzionari comunali indagati a piede libero l'indicazione di rivolgersi allo studio di architettura di Monti per il progetto e la promessa di versare 75mila euro di cui 20mila corrisposti, ricevendo in cambio la garanzia del progetto. Il secondo capo di imputazione riguarda una mazzetta di 40mila euro per velocizzare l'iter di una procedura per l'ampliamento della superfice del sito Califano del 25 per cento.
I soldi sono stati pagati ad un altro studio di architettura di cui era socio il dirigente del Comune di Cisterna. Il giudice sottolinea che per la posizione di D'Ercole "le modalità della condotta dimostrano che si è trattato di un episodio isolato necessitato dalla volontà di risolvere uno stallo procedimentale che andava avanti da tempo". Per quanto riguarda la posizione di Califano il giudice non ritiene sufficiente il pericolo di reiterazione: le modalità del fatto evidenziano una condotta connotata da occasionalità e circostanziata.
Edizione digitale