Il fatto
01.03.2026 - 09:30
C’è il sì alla valutazione di impatto ambientale della Pedemontana. Il Ministero dell’Ambiente ha dato parere favorevole alla Via lo scorso 9 febbraio. Lo hanno reso noto ieri le associazioni Comunità Lazio Meridionale e Isole Pontine e Incontri & confronti, che da anni seguono l’iter della cosiddetta variante per l’attraversamento della città di Formia. Termina così una procedura di analisi dell’impatto ambientale aperta nel 2024 e il passo che seguirà è la consegna al Ministero delle infrastrutture del progetto finale, anticamera dell’avvio degli espropri.
«Si tratta indubbiamente di un risultato di rilievo che spiana la strada all’Anas per la successiva conferenza dei servizi in cui, finalmente, saranno chiamati ad esprimersi gli enti territoriali, il Comune di Formia in primis. All’eventuale esito positivo della conferenza seguirà l’adozione della variante al Piano Regolatore Generale, per cristallizzare le parti di territorio interessate dal tracciato. -si legge nella nota delle due associazioni - Il Comune di Formia, sul cui territorio integralmente si sviluppa la strada per circa 9 chilometri, stando alle espressioni usate in consiglio comunale dal sindaco Taddeo, sembra non credere alla realizzazione della strada, perché non finanziata. In verità di soldi ce ne vorranno effettivamente tanti».
Facendo due conti allo stato attuale, il progetto definitivo ha un costo stimato di 595 milioni di euro, ma è possibile che salga ancora.
Sullo sfondo c’è sempre l’incubo della sorgente Mazzoccolo. Il rischio di un danno a quella che è una delle maggiori fonti di approvvigionamento di acqua potabile della regione è concreto. La stessa valutazione di impatto ambientale infatti suggerisce di «approfondire l’analisi delle acque di falda e delle potenziali interferenze delle opere di scavo previste in progetto con le caratteristiche quantitative e qualitative delle acque sotterranee… Inoltre, dovranno essere analizzate e definite in modo quantitativo le possibili interferenze con gli affioramenti sorgentizi, con particolare riferimento alla sorgente Mazzoccolo».
Qual è il problema? Gli scavi per la galleria di 4,2 chilometri che sono di un caratura tale da poter interferire con l’assetto della sorgente.
Motivo per il quale si suggerisce di adottare «la tecnica dello scavo tradizionale e non meccanizzato, in modo che il moderato avanzamento del fronte di scavo, consenta eventuali interventi di consolidamento e/o sigillatura di condotti carsici, in modo da non inficiare la corretta alimentazione della sorgente». Non si può nemmeno escludere al momento per che effettuare i sondaggi si renda necessaria una interruzione del flusso idrico dalla sorgente, che, lo ricordiamo, alimenta il centro della città.
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