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Il fatto

Luca da Doha: sembra un film, viviamo un'esperienza surreale

La testimonianza: la guerra, i missili intercettati e l'allarme che arriva sul telefono

Luca da Doha: sembra un film, viviamo un'esperienza surreale

Il cielo e il telefono. I lampi che illuminano la notte oppure l’alba, i boati in lontananza e l’allarme che suona sul display. Un sussulto,  bisogna mettersi al sicuro.  E’ tutto così strano a Doha. Il buio infranto del bagliore. La tensione è alta e sembra specchiarsi sui grattacieli o riversarsi sulle strade vuote. 

La normalità è solo apparente. All’improvviso è cambiato tutto. «Sembra un film, stiamo vivendo un’esperienza surreale. Certe scene pensavi di vederle solo in televisione o al cinema e invece accadono veramente come sta avvenendo in questi giorni ed è la realtà che stiamo conoscendo». 

Parla così dalla capitale del Qatar dove vive da 16 anni e dove insieme al padre è proprietario di Ciao, un ristorante italiano, Luca Guarano, 49 anni, di Latina. E’ cambiato tutto dal giorno alla notte.  All’improvviso in poche ore la situazione è precipitata. Il Qatar ha condannato gli attacchi missilistici dell’Iran e le difese aeree hanno intercettato diverse ondate.  

«C’è l’ordine di restare a casa e uscire se non per motivi essenziali. C’è abbastanza tensione, ci sono state ondate di missili e droni che ci sono passati sopra la testa. Ho visto il cielo illuminarsi. Sono in vigore le limitazioni - racconta al telefono Luca  -  c’è il consiglio di stare a casa e di uscire solo se strettamente necessario - ribadisce  -  il nostro ristorante è aperto, io non sto uscendo se non per andare solo ed esclusivamente  al lavoro:  da casa impiego 15 minuti di auto e  in giro non c’è praticamente nessuno».  

Nelle ultime ore sono state registrate forti esplosioni nella capitale:  due missili balistici sono stati intercettati. Questi giorni sono difficili. «E’ un’esperienza surreale,  molte cose sono strane  - racconta -  sembra quasi di stare durante il periodo del lockdown del Covid,  ci sono degli eroi che girano, penso a tutti i driver dei delivery che consegnano il cibo». Poi cambia tutto al suono del cellulare, sembra quasi una scossa.

«Quando suona l’allarme che arriva sul telefono l’ordine è quello di restare a casa e non avvicinarsi alle finestre ed è quello che stiamo facendo. E’ impressionante:  alle 7 di mattina è arrivato l’allarme al telefono e siamo saltati dal letto e  fa un certo effetto svegliarsi così». Da Doha il pensiero è per l’Italia, per Latina, la sua città.

Qui vivono la sorella Lucia e la madre Giovanna. «Certo che mi manca l’Italia, mi manca la famiglia e mi mancano le amicizie. Sento i miei familiari tutti i giorni anche con una videochiamata.  Adesso la situazione è tranquilla - racconta al telefono    - ma fino a tre ore fa non era così, c’è stata un’altra ondata», aggiunge quando in Italia sono le 21 di martedì 3 marzo e in Qatar le 23.  

«Che si vede nel cielo? I missili che arrivano, che vengono intercettati ed esplodono. E’ un tetro spettacolo di fuochi di artificio». Questa è la guerra.

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