Il WWF Litorale Laziale interviene sulla gestione del verde urbano a Terracina, criticando le recenti scelte dell’amministrazione comunale in materia di piantumazioni e chiedendo un cambio di approccio basato su criteri scientifici e pianificazione.
Secondo l’associazione ambientalista, piantare alberi in città è una scelta positiva, ma deve essere parte di una strategia complessiva e non un’operazione legata al decoro urbano o alla comunicazione politica.
Il WWF fa riferimento a un recente comunicato dell’amministrazione comunale che annuncia una prima fase di interventi sul verde pubblico, con la piantumazione di alberi di canfora (Cinnamomum camphora) a Borgo Hermada, interventi destinati a proseguire anche in via Appia e via Napoli a Terracina.
Sono inoltre previsti lecci in via dei Bonificatori, sempre a Borgo Hermada.
L’associazione segnala però che non sarebbe stato comunicato alla cittadinanza l’espianto di alcuni alberi vivi, piantati dal Comune pochi anni fa, per far posto alle nuove canfore.
Secondo il WWF, il problema principale è l’assenza di strumenti di pianificazione.
«Ad oggi manca un Piano e un Regolamento del verde urbano – sottolinea l’associazione – e gli interventi vengono attuati con approssimazione, senza il supporto di professionisti competenti in arboricoltura urbana e paesaggistica».
Il verde cittadino, spiegano gli ambientalisti, dovrebbe essere considerato una vera e propria infrastruttura urbana, al pari delle opere di urbanizzazione primaria.
Con il cambiamento climatico in atto, infatti, gli spazi verdi diventano sempre più importanti per la riduzione delle temperature urbane, l’assorbimento della CO₂ e la gestione delle acque piovane.
Una delle regole fondamentali nella progettazione del verde urbano, ricorda il WWF, è quella di scegliere “l’albero giusto al posto giusto”.
La scelta delle specie dovrebbe basarsi su diversi fattori, tra cui: clima e condizioni del suolo; sviluppo dell’apparato radicale; dimensioni della chioma; capacità di resistere allo stress urbano (inquinamento, siccità, suolo compattato); contributo ai servizi ecosistemici.
Secondo l’associazione, queste decisioni dovrebbero essere affidate a team di professionisti specializzati, attraverso uno studio approfondito del contesto urbano.
Un altro tema centrale riguarda la diversità delle specie arboree.
Il WWF richiama lo studio del ricercatore Frank S. Santamour Jr. (1990), secondo cui una popolazione arborea urbana dovrebbe rispettare la cosiddetta regola 10-20-30: non più del 10% della stessa specie; non più del 20% dello stesso genere;non più del 30% della stessa famiglia botanica.
Questo approccio riduce il rischio che parassiti o malattie possano colpire simultaneamente grandi quantità di alberi, come già accaduto in passato con diverse specie.
Secondo il WWF, la diversità vegetale è fondamentale anche per contrastare la perdita di biodiversità nelle città.
Ogni specie arborea ospita infatti insetti impollinatori, uccelli, funghi simbionti e microfauna, contribuendo alla creazione di ecosistemi urbani più complessi e resilienti.
Integrare alberi, arbusti ed erbacee permette inoltre di creare una stratificazione vegetale simile agli ecosistemi naturali, migliorando la stabilità del suolo e la rigenerazione organica.
Il WWF evidenzia anche il legame tra verde urbano, economia e salute pubblica.
Una maggiore presenza di alberi e biodiversità nelle città può contribuire a ridurre patologie respiratorie, migliorare la salute mentale e abbassare i costi sanitari, generando benefici economici nel lungo periodo.
In questa direzione si muove anche la Strategia europea per la biodiversità 2030, che promuove le Nature-Based Solutions, invitando le città con più di 20 mila abitanti ad adottare piani per il ripristino degli ecosistemi urbani e la creazione di corridoi ecologici.
Particolare attenzione viene posta alla scelta dell’albero della canfora, specie sempre più utilizzata negli interventi urbani.
Secondo l’associazione, la pianta presenta alcune caratteristiche che richiedono valutazioni attente: apparato radicale superficiale, crescita molto rapida e dimensioni potenzialmente molto elevate, con alberi che possono raggiungere anche 40-50 metri di altezza.
Per questo motivo il WWF ritiene che si tratti di una specie più adatta a parchi o grandi spazi verdi, mentre in contesti urbani ristretti potrebbe richiedere potature frequenti e interventi manutentivi costosi.
Il WWF Litorale Laziale conclude chiedendo alle amministrazioni locali di affrontare la gestione del verde urbano con un approccio scientifico, valorizzando competenze tecniche e strategie basate sulla biodiversità.
Secondo l’associazione, la forestazione urbana deve essere vista come un investimento strutturale per il futuro delle città, capace di migliorare la qualità della vita e di rafforzare la resilienza dei territori di fronte alle sfide climatiche.
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