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Sabaudia, Casa Domotica chiusa da oltre un anno: “Dal progetto Dopo di Noi all’abbandono”

La denuncia di Massimi, Brina e Mignacca: struttura inutilizzata e fondi dirottati altrove mentre cresce il bisogno di servizi per le persone con disabilità

Sabaudia, Casa Domotica chiusa da oltre un anno: “Dal progetto Dopo di Noi all’abbandono”

La Casa Domotica di Sabaudia, realizzata per ospitare progetti dedicati alle persone con disabilità e al “Dopo di Noi”, è chiusa da oltre un anno e mostra evidenti segni di abbandono. A denunciarlo sono i consiglieri comunali Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario Luca Mignacca, in una nota congiunta.

L’edificio, situato all’imbocco di via Cesare del Piano, era stato realizzato alla fine degli anni Novanta grazie a finanziamenti regionali con l’obiettivo di favorire percorsi di autonomia per persone con disabilità provenienti da strutture riabilitative di lungodegenza.

Secondo quanto evidenziato nella nota, si tratta di un immobile all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, progettato proprio per favorire l’autonomia degli ospiti. Nonostante questo, oggi la struttura risulta completamente inutilizzata, con i cancelli chiusi e l’area esterna lasciata all’incuria.

Il distretto sociale Latina 2 aveva programmato l’utilizzo della struttura nell’ambito del progetto “Dopo di Noi”, con risorse finanziate anche attraverso il PNRR.

Dopo la rescissione del contratto con la cooperativa che utilizzava i locali, l’amministrazione comunale aveva avviato due gare d’appalto per l’assegnazione del primo piano destinato ad attività rivolte alle persone con disabilità.

Secondo i firmatari della nota, nonostante l’appalto sia stato assegnato, il progetto non è mai partito e oggi anche quel piano risulta chiuso, pur in presenza di fondi regionali disponibili da anni.

Per realizzare il progetto legato al PNRR sarebbe stato necessario ottenere il certificato di vulnerabilità sismica dell’edificio.

Le verifiche tecniche effettuate avrebbero evidenziato alcune criticità strutturali che richiederebbero interventi per circa 500 mila euro.

Il Comune di Sabaudia, secondo quanto riferito nella nota, avrebbe scelto di non procedere con gli interventi. Di conseguenza il finanziamento sarebbe stato dirottato dal distretto LT2 sull’ex Albergo Pontino di Pontinia, dove l’amministrazione locale ha deciso di intervenire con risorse proprie per adeguare l’immobile ai requisiti richiesti.

I rappresentanti del Partito Democratico parlano di una scelta “miope”. In sede di bilancio avevano infatti presentato un emendamento per intervenire sulla struttura, proposta che però è stata respinta dalla maggioranza.

Secondo la maggioranza, per un utilizzo della struttura al di fuori del progetto PNRR sarebbero sufficienti il collaudo e l’agibilità, senza la necessità del certificato di vulnerabilità sismica.

Una posizione che i firmatari della nota contestano, sottolineando come la relazione tecnica abbia comunque evidenziato criticità strutturali rilevanti.

I consiglieri chiedono quindi all’amministrazione di andare avanti con l’appalto già assegnato e di cercare ulteriori finanziamenti per realizzare un centro distrettuale dedicato al “Dopo di Noi” e al sostegno delle persone con disabilità.

Secondo i firmatari, la città e l’intero distretto sociale hanno bisogno di servizi di questo tipo, soprattutto in un quartiere densamente abitato che necessita di strutture sociali.

“Oggi la situazione è quella di un abbandono – concludono – mentre i servizi vengono realizzati in altri comuni nonostante a Sabaudia esistano già le strutture. Tante parole, ma fatti: zero”.

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