Scuola
11.03.2026 - 08:30
Malgrado l’aumento delle classi, un trend confermato anche quest’anno, il liceo Meucci di Aprilia deve fare i conti con una perdita dolorosa e, si spera, temporanea. A settembre, ovvero dall’avvio del prossimo anno scolastico, non ci sarà più il classico: uno dei percorsi più identitari del sistema scolastico italiano. Su 341 nuovi iscritti, solo 13 hanno scelto l’indirizzo, un numero troppo basso per poter formare una classe. Una notizia comunicata alle famiglie degli studenti richiedenti: la maggioranza ha deciso di spostarsi sugli altri percorsi di studio del plesso di via Carroceto (scientifico, scienze umane e linguistico), mentre una piccola parte ha confermato la propria scelta optando per un’altra città. «Complessivamente non c’è stato un calo di iscrizioni, anzi il prossimo anno - spiega la dirigente scolastica Laura De Angelis - avremo 16 classi entranti a fronte di 15 uscenti. Purtroppo però c’è stato un calo solo riferito al classico: con quel numero di iscrizioni non è stato possibile formare una classe. Ci auguriamo che questa assenza sia temporanea e che dall’anno prossimo possa ripartire».
L’indirizzo classico è stato per decenni uno dei cardini del Meucci: la sua istituzione risale all’anno scolastico 1991-92, mantenendo nel tempo non solo prestigio culturale ma anche centralità e importanza. Poi, come sta accadendo da diversi anni in tutta Italia, è entrato in crisi subendo un calo di iscrizioni. Il liceo di Aprilia ha però sempre mostrato attenzione verso questo percorso di studi. Un esempio in questo senso è il Certamen Pontinum, che da diversi anni viene organizzato dalla scuola e che vede partecipanti da ogni parte d’Italia. Per questo l’intenzione è ottenere al più presto la riattivazione del percorso di studi, magari introducendo delle novità per renderlo più appetibile agli occhi degli studenti. «Speriamo che l’episodio di quest’anno non si ripeta, stiamo riflettendo - continua - sull’opportunità di una “curvatura” all’interno del percorso classico: con un ampliamento disciplinare potremmo incuriosire altri ragazzi e attrarre nuovi iscritti».
Potrebbe essere questo il modo per rendere il percorso più moderno agli occhi di ragazzi e genitori, sfatando quei luoghi comuni - troppo teorico, poco collegato al lavoro e basato su materie considerate antiche come greco e latino - che hanno contribuito a creare un problema di percezione pubblica di questo indirizzo. In realtà accade spesso il contrario, visto che le competenze trasversali sviluppate permettono agli studenti di proseguire sia in facoltà scientifiche sia umanistiche. Un aspetto sottolineato dalla stessa dirigente scolastica. «Frequentare il liceo classico dà un metodo di studio - conclude Laura De Angelis - e un’apertura mentale diversa rispetto ad altri indirizzi. Abitua alla logica, una logica “umana” che consente poi di affrontare qualsiasi percorso universitario e, più in generale, il mondo del lavoro. È l’apertura mentale che deriva da una formazione completa».
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