Il fatto
08.04.2026 - 07:00
L’incendio che ha distrutto un suv ieri notte nel quartiere Q5 Nascosa, danneggiando anche un secondo veicolo parcheggiato subito dietro, è un giallo al quale stanno lavorando gli investigatori della Polizia attorno al sospetto concreto che possa essersi trattato di un episodio doloso.
I vigili del fuoco non hanno trovato tracce evidenti di un possibile innesco e i proprietari della vettura non hanno saputo fornire nomi di persone con le quali potrebbero avere avuto problemi, ma c’è un precedente che dà corpo all’ipotesi di una serie di azioni volte a intimorire. Anzi, l’incendio stesso conferisce un peso diverso anche all’antefatto, che all’epoca poteva apparire ambiguo, ma ora assume i connotati della minaccia neppure troppo velata. A gennaio infatti la coppia aveva trovato un cane morto adagiato sul cofano della stessa Audi Q5 divorata dalle fiamme l’altra sera, una circostanza inquietante che aveva spinto i due a formalizzare una denuncia contro ignoti.
«Abbiamo sentito un boato, poi ci siamo affacciati e abbiamo visto le fiamme» raccontava ieri notte uno dei residenti ai soccorritori. L’allarme è scattato una manciata di minuti prima della mezzanotte e quando una squadra del pronto intervento dei vigili del fuoco è arrivata in via Umberto Giordano, all’angolo con l’ingresso del parcheggio situato a poca distanza dall’incrocio con viale Pierluigi da Palestrina, le fiamme avevano già avvolto sia la parte anteriore che quella posteriore del veicolo Audi Q5 e avevano anche interessato il paraurti anteriore di un altro suv in sosta subito dietro, Hyundai Tucson di proprietà di un’altra famiglia, estranea ai proprietari del primo mezzo. L’evoluzione del rogo sembra suggerire che sia partito in contemporanea da più punti, ma questa è un’ipotesi che non ha ancora trovato conferme. In ogni caso gli esperti dell’antincendio non hanno trovato tracce di inneschi e tra i residenti nessuno è stato in grado di notare movimenti sospetti.
Per gli accertamenti necessari all’avvio dell’indagine sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volante che hanno disposto il sequestro del suv, affidato al deposito giudiziario per gli accertamenti di natura scientifica. Sono stati ascoltati poi i proprietari del mezzo, un uomo di cinquant’anni circa impiegato in un’azienda farmaceutica e la compagna, una professionista sua coetanea. Non avrebbero fornito spunti utili, ma un collegamento col fatto di gennaio sembra piuttosto scontato o comunque sarà doveroso, per gli investigatori della Questura, compiere tutti gli approfondimenti del caso.
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