Il punto
25.04.2026 - 15:38
Negli ultimi giorni sono state diffuse, attraverso testate giornalistiche e altri canali web, informazioni riguardanti la Banca Popolare del Lazio (di seguito “BPL” o la “Banca”). Tali informazioni - con ricostruzioni non corrette e fuorvianti - gettano discredito sulla governance e sminuiscono gli importanti risultati ottenuti dal Gruppo anche grazie al lavoro di tutti i suoi dipendenti.
Tali risultati sono stati regolarmente comunicati all’Autorità competente attraverso le segnalazioni di Vigilanza previste dalle norme bancarie e puntualmente riportati nel fascicolo di bilancio 2025, redatto in conformità alla normativa vigente e ai principi contabili internazionali IAS/IFRS. Il bilancio è stato messo a disposizione dei Soci nei termini di legge ed è stato certificato da una primaria società di revisione internazionale.
Il Consiglio di Amministrazione, pertanto, si dissocia fermamente dai contenuti di una campagna informativa denigratoria, infondata e ingiustamente dannosa per l’immagine e la reputazione della Banca e per i suoi stakeholders. Come sempre, ad affermazioni non dimostrate preferiamo opporre fatti e numeri. I traguardi conseguiti confermano che la gestione della Banca è improntata a criteri di sana e prudente gestione e ha consentito il raggiungimento di solidi equilibri economicopatrimoniali e finanziari. Tali basi permettono di proseguire con fiducia nel percorso di crescita e rafforzamento del Gruppo. Le precisazioni riportate in allegato sono fornite al fine di garantire una corretta informazione ai Soci e agli altri stakeholder.
1. Requisiti degli esponenti aziendali e normativa applicabile I riferimenti a presunti rinvii a giudizio non meglio qualificati, nonché a criticità nella gestione e nell’interpretazione delle normative — incluso il richiamo alla legge 285/93, non pertinente alla regolamentazione bancaria — risultano privi di fondamento. Tutti gli esponenti aziendali rispettano pienamente, sotto il profilo formale e sostanziale, i requisiti di onorabilità, correttezza, professionalità e competenza previsti dalla normativa vigente (art. 26 TUB e D.M. 169/2020). La documentazione richiesta è stata regolarmente prodotta e verificata. L’Autorità di Vigilanza ha svolto le proprie verifiche senza rilevare difformità.
2. Confronti con altre crisi bancarie I riferimenti a presunti “allarmi” sulla governance analoghi a quelli di Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza risultano infondati e fuorvianti. Il Gruppo BPL presenta:
Le situazioni richiamate nei casi citati, sulla base di quanto desumibile da autorevoli fonti pubbliche, erano caratterizzate da:
3. Andamento delle azioni e liquidabilità Come noto il prezzo delle azioni delle banche popolari che hanno mantenuto lo status di cooperativa dopo la riforma del 2015 è determinato esclusivamente da dinamiche di mercato, caratterizzate da:
Tale fenomeno interessa l’intero settore e non è governabile dagli Organi aziendali delle banche popolari che, proprio al fine di assicurare trasparenza alle transazioni nell’interesse dei soci, hanno affidato a piattaforme specializzate la negoziazione delle azioni.
Non corretto risulta essere il riferimento alla divergenza fra valore di mercato e valore di recesso delle azioni, atteso che quest’ultimo è determinato per finalità relative alle limitate ipotesi di recesso dei soci come previsto dalla legge. La riconducibilità del valore delle azioni a fattori esclusivamente di mercato è dimostrata dal fatto che il valore delle azioni delle popolari negli ultimi anni si è sensibilmente ridotto, anche nel caso di banche virtuose come BPL che hanno registrato un sensibile miglioramento degli equilibri economico-patrimoniali e finanziari. In questo contesto, la gestione della Banca da parte degli Organi continuerà ad essere orientata alla sana e prudente gestione, alla tutela dei risparmiatori e alla creazione di valore nel tempo a beneficio dei nostri soci attraverso la distribuzione di dividendi.
4. Presunta crisi finanziaria o reputazionale Le affermazioni relative a una crisi finanziaria o reputazionale risultano prive di fondamento. I principali indicatori del Gruppo evidenziano per il 2025:
Tali risultati confermano la stabilità e la solidità del Gruppo, nonché la coerenza delle strategie definite nel Piano Strategico 2026–2028 che prevede un ulteriore rafforzamento degli equilibri tecnici e della redditività strutturale a beneficio di tutti i soci. Proprio il raggiungimento di una solida posizione patrimoniale ci ha consentito di proporre la distribuzione di un dividendo per cassa in crescita del 50% rispetto allo scorso anno, che rappresenta nella sostanza circa il 48% dell’utile netto consolidato del Gruppo.
5. Perdita dello status di “ente piccolo e non complesso” (non SNCI) Come noto, sulla base di quanto disposto dalle Autorità competenti europee e nazionali, gli intermediari sono definiti “piccoli e non complessi” in base a una serie di criteri riferiti alla loro dimensione, complessità, interconnessione e al loro profilo di rischio. Non è in alcun modo riconducibile a criticità nei presidi antiriciclaggio. Fatta questa doverosa premessa, si precisa che il nuovo status:
6. Modifiche statutarie Le ricostruzioni relative all’introduzione degli azionisti finanziatori risultano non corrette. La proposta effettuata, pienamente coerente con la normativa di riferimento:
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