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Il punto

Chiarezza, solidità e responsabilità: la posizione della Banca Popolare del Lazio

Respinte le accuse su governance e crisi: “Indicatori in crescita e piena trasparenza verso le autorità”

BPL: “Notizie fuorvianti, banca solida”

Negli ultimi giorni sono state diffuse, attraverso testate giornalistiche e altri canali web, informazioni riguardanti la Banca Popolare del Lazio (di seguito “BPL” o la “Banca”). Tali informazioni - con ricostruzioni non corrette e fuorvianti - gettano discredito sulla governance e sminuiscono gli importanti risultati ottenuti dal Gruppo anche grazie al lavoro di tutti i suoi dipendenti.

Tali risultati sono stati regolarmente comunicati all’Autorità competente attraverso le segnalazioni di Vigilanza previste dalle norme bancarie e puntualmente riportati nel fascicolo di bilancio 2025, redatto in conformità alla normativa vigente e ai principi contabili internazionali IAS/IFRS. Il bilancio è stato messo a disposizione dei Soci nei termini di legge ed è stato certificato da una primaria società di revisione internazionale.

Il Consiglio di Amministrazione, pertanto, si dissocia fermamente dai contenuti di una campagna informativa denigratoria, infondata e ingiustamente dannosa per l’immagine e la reputazione della Banca e per i suoi stakeholders. Come sempre, ad affermazioni non dimostrate preferiamo opporre fatti e numeri. I traguardi conseguiti confermano che la gestione della Banca è improntata a criteri di sana e prudente gestione e ha consentito il raggiungimento di solidi equilibri economicopatrimoniali e finanziari. Tali basi permettono di proseguire con fiducia nel percorso di crescita e rafforzamento del Gruppo. Le precisazioni riportate in allegato sono fornite al fine di garantire una corretta informazione ai Soci e agli altri stakeholder.

1. Requisiti degli esponenti aziendali e normativa applicabile I riferimenti a presunti rinvii a giudizio non meglio qualificati, nonché a criticità nella gestione e nell’interpretazione delle normative — incluso il richiamo alla legge 285/93, non pertinente alla regolamentazione bancaria — risultano privi di fondamento. Tutti gli esponenti aziendali rispettano pienamente, sotto il profilo formale e sostanziale, i requisiti di onorabilità, correttezza, professionalità e competenza previsti dalla normativa vigente (art. 26 TUB e D.M. 169/2020). La documentazione richiesta è stata regolarmente prodotta e verificata. L’Autorità di Vigilanza ha svolto le proprie verifiche senza rilevare difformità.

2. Confronti con altre crisi bancarie I riferimenti a presunti “allarmi” sulla governance analoghi a quelli di Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza risultano infondati e fuorvianti. Il Gruppo BPL presenta:

  • solidi equilibri economico-patrimoniali
  • indicatori di rischio in miglioramento

Le situazioni richiamate nei casi citati, sulla base di quanto desumibile da autorevoli fonti pubbliche, erano caratterizzate da:

  • grave deterioramento patrimoniale
  • elevati livelli di crediti deteriorati
  • criticità nella governance, anche in relazione alla trasparenza delle comunicazioni nei confronti delle Autorità Nessuno di questi elementi oggi è presente in BPL che, al contrario, oltre ad avere una robusta posizione patrimoniale e indicatori di rischio creditizio oramai ridotti e in linea con la media dei nostri migliori competitors, ha sempre assicurato piena trasparenza e collaborazione nei confronti delle Autorità.

3. Andamento delle azioni e liquidabilità Come noto il prezzo delle azioni delle banche popolari che hanno mantenuto lo status di cooperativa dopo la riforma del 2015 è determinato esclusivamente da dinamiche di mercato, caratterizzate da:

  • eccesso di offerta rispetto alla domanda
  • ridotti volumi di scambio e quindi sostanziale illiquidità del titolo

Tale fenomeno interessa l’intero settore e non è governabile dagli Organi aziendali delle banche popolari che, proprio al fine di assicurare trasparenza alle transazioni nell’interesse dei soci, hanno affidato a piattaforme specializzate la negoziazione delle azioni.

Non corretto risulta essere il riferimento alla divergenza fra valore di mercato e valore di recesso delle azioni, atteso che quest’ultimo è determinato per finalità relative alle limitate ipotesi di recesso dei soci come previsto dalla legge. La riconducibilità del valore delle azioni a fattori esclusivamente di mercato è dimostrata dal fatto che il valore delle azioni delle popolari negli ultimi anni si è sensibilmente ridotto, anche nel caso di banche virtuose come BPL che hanno registrato un sensibile miglioramento degli equilibri economico-patrimoniali e finanziari. In questo contesto, la gestione della Banca da parte degli Organi continuerà ad essere orientata alla sana e prudente gestione, alla tutela dei risparmiatori e alla creazione di valore nel tempo a beneficio dei nostri soci attraverso la distribuzione di dividendi.

4. Presunta crisi finanziaria o reputazionale Le affermazioni relative a una crisi finanziaria o reputazionale risultano prive di fondamento. I principali indicatori del Gruppo evidenziano per il 2025:

  • ulteriore crescita ulteriore degli utili
  • CET1 ratio intorno al 21%
  • NPE ratio in riduzione al 4%
  • solida posizione di liquidità

Tali risultati confermano la stabilità e la solidità del Gruppo, nonché la coerenza delle strategie definite nel Piano Strategico 2026–2028 che prevede un ulteriore rafforzamento degli equilibri tecnici e della redditività strutturale a beneficio di tutti i soci. Proprio il raggiungimento di una solida posizione patrimoniale ci ha consentito di proporre la distribuzione di un dividendo per cassa in crescita del 50% rispetto allo scorso anno, che rappresenta nella sostanza circa il 48% dell’utile netto consolidato del Gruppo.

5. Perdita dello status di “ente piccolo e non complesso” (non SNCI) Come noto, sulla base di quanto disposto dalle Autorità competenti europee e nazionali, gli intermediari sono definiti “piccoli e non complessi” in base a una serie di criteri riferiti alla loro dimensione, complessità, interconnessione e al loro profilo di rischio. Non è in alcun modo riconducibile a criticità nei presidi antiriciclaggio. Fatta questa doverosa premessa, si precisa che il nuovo status:

  • non ha comportato costi aggiuntivi materiali 
  • ha determinato un rafforzamento della complessiva governance e del sistema dei controlli, a ulteriore presidio della stabilità attuale e prospettica della banca
  • ha introdotto regole più stringenti in materia di remunerazione variabile, applicabili soprattutto alle figure apicali, introducendo meccanismi di diluizione in più anni dei compensi variabili e pagamento di parte di essi in azioni o strumenti il cui valore riflette l’andamento economico della società.

6. Modifiche statutarie Le ricostruzioni relative all’introduzione degli azionisti finanziatori risultano non corrette. La proposta effettuata, pienamente coerente con la normativa di riferimento:

  • non attribuisce diritti di voto in assemblea ai nuovi eventuali soggetti finanziatori
  • limita la rappresentanza negli Organi
  • non altera in alcun modo la natura cooperativa della Banca In ogni caso, ogni eventuale operazione di ingresso nel capitale di soci finanziatori resterebbe soggetta all’approvazione assembleare da parte dei soci cooperatori, oltre che alle autorizzazioni previste dalla normativa.

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