Da anni non si costruiscono case popolari. Ci sono terreni e progetti. C'è pure l'accordo con l'Ater, l'agenzia territoriale per l'edilizia residenziale pubblica. Ma dalla Regione i soldi arrivano col contagocce e di nuovi alloggi per nuclei familiari in difficoltà neppure l'ombra. A Fondi come altrove l'emergenza abitativa resta un nervo scoperto del welfare. Anche quest'anno si è dovuto prendere atto che sul territorio non c'è disponibilità di aree e fabbricati da destinare all'edilizia economica e popolare. Eppure qualcosa nel tempo è stato fatto ma ogni tentativo si ferma sul nascere.

Tutta colpa dei soldi e della carenza di risorse finanziarie. Il Comune di Fondi ha messo a disposizione dell'Ater di Latina un'area di sua proprietà su cui è possibile realizzare ben 22 alloggi. Il terreno è stato individuato nei pressi della chiesa di San Paolo Apostolo, nella zona 167. Ma da anni la Regione non finanzia nuovi interventi e il Comune ha mani legate e casse vuote. Nel tempo si è cercato di correre ai ripari come si è potuto, anche a fronte di una domanda sempre crescente di alloggi popolari. Tre anni fa gli uffici municipali pubblicarono un bando per reperire le aree su cui realizzare le abitazioni di edilizia agevolata. Alcuni operatori risposero ma le pratiche si arenarono sul più bello. A chi si faceva avanti veniva prospettato un premio di cubatura finalizzato ad altra edilizia residenziale ma sotto forma di cooperative. Insomma, edilizia su edilizia per dare una risposta a giovani coppie o nuclei familiari in situazioni di disagio. Al privato toccava però curare la parte progettuale, fare varianti urbanistiche e dialogare con la Regione. Schiacciati da burocrazia e prospettive di guadagni insufficienti, pian piano si fecero tutti da parte. 

L'unica risposta concreta all'emergenza abitativa è arrivata dalla battaglia senza quartiere contro le occupazioni abusive. Negli ultimi due anni sono stati 33 gli alloggi "liberati" e consegnati agli aventi diritto che erano stati scavalcati da soggetti senza i titoli necessari. Dal 2010, in sinergia con l'Ater, il Comune ha recuperato oltre 60 abitazioni. Un atto dovuto, ma pur sempre una goccia nel mare. Il tutto mentre in continuità con la precedente amministrazione si è riusciti a ottenere il finanziamento per la ristrutturazione di sei appartamenti nel centro storico da destinare a persone in difficoltà. Nuovi terreni su cui poter realizzare alloggi popolari potrebbero arrivare a conclusione dell'iter sulle varianti speciali conseguenti alla perimetrazione dei nuclei abusivi e con l'applicazione del Prua, il programma di riqualificazione urbana. Strumenti su cui l'assessorato all'Urbanistica rappresentato da Claudio Spagnardi sta lavorando. Ma il rischio è di trovarsi nuovamente di fronte all'impossibilità di tagliare il traguardo per l'indisponibilità finanziaria della Regione.