La richiesta di cambiare il codice Iban a cui indirizzare un versamento bancario ha insospettito un operatore turistico di Terracina che, dopo aver interrotto il pagamento, si è rivolta al commissariato di polizia. Gli agenti coordinati dal vicequestore aggiunto Bernardino Ponzo, a seguito di un'indagine specifica, hanno individuato i responsabili di una truffa informatica e li hanno denunciati. A finire nei guai, S.P. di 65 anni e J.S, sua coetanea, originaria della Gran Bretagna. Entrambi sono residenti in toscana. La vicenda ha inizio nella primavera di un anno fa quando un operatore turistico di Terracina si rivolge alla polizia per denunciare un tentativo di raggiro. Come hanno scoperto più tardi i poliziotti, qualcuno era riuscito a introdursi nelle comunicazioni virtuali intercorse tra l'operatore e una struttura ricettiva di una località turistica della Toscana. I responsabili della frode, evidentemente dei professionisti in campo informatico, erano riusciti a intromettersi nello scambio di messaggi di posta elettronica e, ottenendo anche informazioni sul conto della struttura alberghiera, avevano chiesto all'operatore turistico pontino di effettuare il versamento su un codice Iban diverso da quello precedentemente stabilito. Ma questo cambio di programma ha insospettito l'agenzia e il versamento, per un importo di circa 5mila euro, non è stato completato. Le ricerche dei responsabili sono state complicate dal fatto che i due denunciati dalla polizia hanno utilizzato wi-fi pubblici, quindi non riconducibili a un utente fisso.