La Corte dei Conti vuole vederci chiaro sul porto turistico di San Felice Circeo. Motivo per cui il viceprocuratore Domenico Peccerillo ha delegato una serie di accertamenti alla guardia di finanza, che ha già più volte fatto visita agli uffici di piazza Lanzuisi.  Al momento, essendo in corso un'indagine, vige il massimo riserbo. A occuparsi dell'attività delegata dalla magistratura contabile è il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Latina. Corposa la documentazione acquisita fino ad oggi e nella stessa a quanto pare ci sarebbe pure copia del mutuo contratto quasi mezzo secolo fa dal Comune di San Felice Circeo per la realizzazione dell'approdo turistico. Evidentemente per avere un quadro più chiaro dell'intera "storia" dell'opera pubblica.
Sotto la lente, trattandosi di un'inchiesta della Corte dei Conti, ci sono ovviamente aspetti di natura finanziaria e contabile e l'attività di indagine è volta a verificare l'eventuale sussistenza di un possibile danno erariale per le casse pubbliche. Aspetto, questo, che sarà definito soltanto una volta conclusa l'attività d'accertamento.
Al netto dell'inchiesta condotta dalla Corte dei Conti e che farà eventualmente il suo corso, il porto di San Felice continua a rappresentare un evergreen del dibattito politico, con risvolti talvolta anche di natura giudiziaria. In ballo c'è infatti una causa civile da sette milioni di euro - tra i convenuti c'è il Comune - derivante dal progetto poi naufragato dell'ampliamento dell'approdo. Diversi gli enti pubblici trascinati in giudizio, che a detta della parte attrice dovrebbero risarcire i danni dalla stessa lamentati a causa dell'annullamento della concessione demaniale. A decidere sarà il Tribunale di Roma, con l'udienza fissata per il 30 maggio.