Qualche decina di sacchi bianchi pieni di pigne nascosti qua e là tra gli alberi del Parco nazionale del Circeo e coperti con un grosso telo verde per tenere lontano occhi indiscreti. Accanto una bicicletta, forse il mezzo utilizzato per arrivare lungo la Migliara 54. Questo quanto scoperto ieri pomeriggio a Sabaudia da un vigile del fuoco non in servizio e subito, visto che tutto fa pensare all'azione dei "soliti" ladri di pigne, è partita la segnalazione ai carabinieri forestali. Non sarebbe il primo episodio di questo genere, visto che il mercato nero delle pigne rubate è piuttosto redditizio. Anche se i rischi del "mestiere" sono tutt'altro che da sottovalutare. Gli addetti alla raccolta si arrampicano senza alcun tipo di protezione sugli alberi, staccano le pigne e le infilano nei sacchi da nascondere in attesa che cali la notte. Poi col buio, sperando di non essere visti, passano con furgoni e camion per portarli via. Il valore sul mercato nero è di circa 80 euro al quintale. Un business, insomma, piuttosto redditizio.
Da sempre i forestali, oggi confluiti nell'Arma dei carabinieri, hanno mantenuto alta la guardia su questo fenomeno. Tanti i furti sventati e diverse le persone denunciate. L'ultimo episodio è avvenuto soltanto qualche mese fa proprio lungo la Migliara 54. In quel caso i carabinieri forestali diretti dal tenente colonnello Giuseppe Lopez hanno denunciato un cittadino di nazionalità straniera per furto ai danni dello Stato.
Le pigne, infatti, fanno parte del demanio pubblico. Motivo per cui più volte si è parlato della possibilità di appaltare il servizio di raccolta per cercare di ricavarne anche dei profitti. Ma ad oggi non è stato ancora fatto nulla. Una raccolta autorizzata, poi, oltre a garantire dei proventi di natura economica, potrebbe contribuire anche a contrastare il fenomeno della raccolta abusiva e quindi pure il fenomeno dei furti.