Sono rimasti per ore incatenati sotto al palazzo del Giudice di Pace di Latina Anna e Paolo, purtroppo tra l'indifferenza di molti e qualche attestato di solidarietà che, di concreto, porta poco alla loro causa. La coppia di Sezze rischia di trovarsi con la casa all'asta perché la concessionaria dove hanno comprato un'auto usata è fallita e i creditori battono cassa per avere soldi che loro hanno già pagato a una finanziaria. Ieri mattina, esasperati da una vicenda incredibile di un pignoramento di tre piani di abitazione con tanto di terreno intorno e annesso frutteto e frutti, per un presunto debito di 2.250 euro, i due hanno dato vita a una manifestazione eclatante, con tanto di cartelloni, sotto agli uffici del Giudice di Pace che, non tenendo in conto le ricevute esibite degli avvenuti pagamenti della finanziaria contratta per pagare una Renault Twingo usata che hanno addirittura restituito alla concessionaria, ha dato inizio al loro calvario. Un calvario iniziato nel 2008 quando Anna, all'epoca dei fatti sposata a Paolo da cui oggi è separata, decide di comprare un'auto. A intestarsi la finanziaria è però Paolo. Passano i sei mesi del foglio provvisorio dell'auto e, in assenza del definitivo passaggio di proprietà, rassicurata dal venditore, Anna riconsegna l'auto dietro alla promessa di riceverne un'altra con la documentazione in regola. Qualche giorno dopo, però, la concessionaria chiude per fallimento; dell'auto nessuna traccia e uno stuolo di creditori a battere cassa. Anna e Paolo ingoiano il boccone amaro di essere stati vittima di una truffa, ma non immaginano lo sviluppo della storia. Nonostante i bollettini e il certificato finale della finanziaria dimostrino l'avvenuto pagamento da parte loro, nel dicembre 2015 il Giudice di Pace li condanna nuovamente a pagare i 2.250 euro aumentati di interessi e spese accessorie ai creditori. Il curatore fallimentare, forte della sentenza, ottiene un decreto ingiuntivo che è divenuto esecutivo nelle scorse settimane. La coppia ha fatto ricorso ma l'udienza è fissata per il prossimo 17 maggio. La casa dove abitano Paolo e i due figli rischia di andare all'asta prima di allora. E Anna e Paolo non si arrendono e non escludono altre azioni.