Avevano nascosto le cartucce in una grotta e i fucili erano stati interrati all'interno di tubi. Tutto pronto per una battuta di caccia ovviamente illegale sull'isola di Palmarola. Ma fortunatamente il piccolo arsenale è stato trovato ed ora, è proprio il caso di dirlo, è caccia ai bracconieri. Il nucleo operativo antibracconaggio carabinieri di Roma, unitamente al gruppo cc forestale di Latina, al servizio navale carabinieri di Ponza e alla stazione carabinieri di Ponza ha effettuato un' operazione denominata "isole pontine" mirata alla repressione di atti di bracconaggio perpetrati in danno dell'avifauna selvatica in particolare tortore, quaglie e piccoli insettivori che in questo periodo stanno effettuando  la migrazione  per raggiungere i siti di nidificazione, durante la quale effettuano delle brevi soste per recuperare le forze nelle isole. Nelle giornata di sabato e domenica sono stati effettuati due blitz eseguiva due blitz sull'isola di Palmarola, meta preferita dai bracconieri perché  lontana da luoghi abitati, nel corso dei quali venivano rinvenute  oltre 1000 cartucce (1150) inesplose, pronte all'uso e accuratamente occultate all'interno di grotte apparentemente abbandonate, nonché  venivano rinvenuti n.3 fucili calibro 12,  pronti all'uso, di cui n.2 aventi matricola abrasa o illeggibile e n.1 oggetto di furto in quel di Sperlonga. Tali armi erano state abilmente nascoste nel terreno (collocate dentro tubi in pvc) all'interno  di un bosco di Leccio in località  Carcariello. Le indagini continuano per cercare di risalire ai responsabili di tali comportamenti illeciti che  denotano in maniera evidente da un lato  come il fenomeno del bracconaggio  sia presente nonché vitale in tali zone e dall'altro come gli autori siano collegati ad ambienti criminali di spessore vista la notevole disponibilità  di armi clandestine.