Saranno interrogati mercoledì dal giudice per le indagini preliminari Laura Matilde Campoli, i tre indagati arrestati per la compravendita della neonata. Dopo i provvedimenti restrittivi emessi nei giorni scorsi, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile, le due donne e l'uomo che sono ai domiciliari, avranno la possibilità di difendersi davanti al magistrato nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Le indagini e gli accertamenti dei detective della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente della Antonio Galante, sono conclusi. Agli arresti domiciliari è finita Francesca Zorzo residente a Latina, difesa dall'avvocato Sandro Marcheselli e poi Nicoleta Tanase Vergica di origine romena e infine Berrazzouk Yousseff un marocchino che ricopriva il ruolo di mediatore e che potrebbe essere l'elemento chiave dell'inchiesta.
E' proprio sul cittadino straniero che si è concentrata l'attenzione investigativa ed è ritenuto dallo stesso gip «Un personaggio inquietante intraprendente e privo di scrupoli». Da un certo punto di vista la posizione marginale potrebbe essere quella della Zorzo che già in sede di interrogatorio durante le indagini, aveva riferito di aver fatto un errore, una sciocchezza, dettata dalla voglia di avere un altro figlio, dopo due aborti. E' questa probabilmente la linea difensiva che sarà portata in aula nel corso dell'interrogatorio davanti al magistrato che ha firmato il provvedimento restrittivo. Non è stato facile per gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Gregorio Capasso, ricostruire i fatti, a partire anche dall'interpretazione molto difficile delle dichiarazioni rilasciate a sommarie informazioni sia dalla Zorzo che dalla Tanase; quest'ultima inoltre ha sostenuto di essere stata costretta con forza e minaccia da Berrazouk a cedere la neonata. Un tentativo per ridimensionare la sua posizione.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (1 maggio 2017)