Nelle acque del canale romano che collega il lago di Paola al mare domenica c'era un'eccessiva presenza di cloro e ammoniaca. A testimoniarlo sono le prime analisi eseguite dall'Arpa, che hanno registrato il superamento dei valori limite. Potrebbe pertanto essere questa la causa dell'improvvisa moria di pesce di domenica, ma forse il sospetto sversamento risale a qualche giorno prima.
Come si ricorderà, nei giorni scorsi un sub aveva accusato fastidi dopo un'immersione nei pressi di Torre Paola. Tanto da dover ricorrere alle cure sanitarie. A parlare chiaro stavolta è il referto medico. Bruciore agli occhi, prurito, gonfiore alla lingua. E questo dopo aver fatto un'immersione il 6 maggio nella località Torre Paola. Cioè il giorno prima del disastro ambientale.
A segnalare l'insolita morìa di pesci è stato l'amministratore unico della Comunione eredi Scalfati Andrea Bazuro. Il fenomeno fortunatamente non ha interessato il lago di Paola, ma nel canale romano è morta ogni specie animale presente. Comprese le meduse. Sul posto sono intervenuti i carabinieri forestali, i tecnici dell'Arpa, i vigili urbani.