Non aprire ulteriori Centri di accoglienza straordinaria (Cas) gestiti dalla Prefettura a fronte del potenziamento dei progetti Sprar - il Sistema per l'accoglienza, la tutela e l'integrazione a favore di richiedenti asilo e rifugiati - su base volontaria. È questo, in estrema sintesi, il contenuto di una delibera approvata dalla Giunta comunale di Velletri - guidata dal sindaco dem Fausto Servadio -, attraverso la quale si chiede di applicare la cosiddetta "clausola di salvaguardia", auspicando che la Prefettura di Roma non emani nuovi bandi per l'individuazione di ulteriori Cas sul territorio comunale.
La Giunta, infatti, ritiene che con la situazione attuale e con nuovi progetti Sprar si possa raggiungere la quota di 195 profughi prevista per Velletri dal Piano nazionale di accoglienza dei migranti stilato dal ministero dell'Interno e dall'Anci.
A oggi, infatti, a Velletri sono attivi un Cas denominato "Il chicco di grano" che ospita 63 persone, un centro Sprar in via Carlo Angeloni con una capienza di 50 ospiti e un terzo presidio promosso dalla Caritas Italiana nell'istituto delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, dove vivono due nuclei familiari di rifugiati per un totale di otto persone.
Complessivamente, dunque, al momento la città più a sud dei Castelli Romani ospita 121 rifugiati e richiedenti asilo: al fine di raggiungere quota 195, però, secondo Servadio e i suoi assessori non serve un Cas della Prefettura, ma si può arrivare al risultato atteso tramite dei progetti Sprar. Nello specifico, è in fieri un nuovo progetto legato all'accoglienza di minori non accompagnati, al quale sta lavorando anche l'assessorato comunale ai Servizi sociali.