Giù le carte, adesso non si può più bluffare. E' fissato per oggi a mezzogiorno il termine improrogabile per presentare l'offerta, cioè depositare i 50mila euro che servono per partecipare all'esperimento di vendita del titolo dell'Us Latina Calcio. Un ultimo, disperato tentativo per cercare di dare un futuro al club nerazzurro retrocesso dalla B dopo una stagione disastrosa dal punto di vista societario. L'asta vera e propria, nel caso ci fossero acquirenti, è invece fissata per domani. Si parte da una base di 50mila euro, cifra irrisoria, ma che cela la volontà da parte dei curatori Loreti e Pietricola di attirare possibili acquirenti nonostante quei 6 milioni di euro del debito sportivo che gravano come una spada di Damocle sulla testa del Latina. Stando agli ultimi rumors, sembra profilarsi una desolante asta deserta. La grande chimera rappresentata dalla Mens Sana di Benedetto Mancini - che si era presentato con 72mila euro al terzo esperimento di vendita senza poi completare l'acquisto nell'ormai celebre 11 maggio scorso - è destinata a rimanere tale. Sì, perché il manager romano ha fatto sapere ai suoi fedelissimi che stavolta non ci sarà. Il motivo? Gli insulti e i fischi ricevuti da parte dei tifosi nerazzurri allo stadio Partenio di Avellino, quando l'ex patron nerazzurro si era esibito in una stucchevole passerella sotto gli spalti riservati ai pontini nell'ultima gara del Latina in B. La sensazione è invece che Mancini, dopo un tentativo goffo di attirare qualche possibile sponsor, sia rimasto praticamente solo, abbandonato anche da suoi uomini più fidati. Ma attenzione, quando si parla di Mancini il colpo di teatro è sempre dietro l'angolo. E poi? Poi ci sono le suggestioni che portano il nome di Angelo Deodati e Rosettano Navarra. Due nomi già noti al pubblico pontino, che hanno bussato in questi mesi agli uffici di Piazza del Popolo con ben altre mire. 

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