Carlo Zizzo ha fatto perdere le proprie tracce. Da sabato si è reso irreperibile e non si trova. Il giorno prima i giudici della Corte di Cassazione si erano pronunciati con una sentenza definitiva nei suoi confronti e di altri imputati dell'operazione «San Magno». Il 56enne aveva il braccialetto elettronico, una misura restrittiva successiva ai primi due gradi di giudizio. I magistrati della Suprema Corte venerdì hanno in parte respinto il ricorso presentato dagli avvocati. La Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d'Appello i capi relativi ai sequestri di beni. Ha rigettato gli altri motivi relativi alla condanna, rideterminata in tredici anni e dieci mesi rispetto ai quattordici del secondo grado di giudizio.
Zizzo è considerato ai vertici dell'organizzazione criminale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Adesso sono in corso le indagini dei carabinieri per rintracciarlo. Come abbia fatto a eludere i controlli non è chiaro. Il braccialetto elettronico dispone di un sistema di sicurezza che lascia poco spazio di manovra. L'allarme scatta in modo immediato se si esce da un determinato perimetro consentito oppure se si riesce a manometterlo in qualche modo.

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