Se i contenziosi con l'A&G e con la Dondi, come ha fatto giustamente notare l'amministrazione, sono ancora in atto e il Comune è convinto delle sue ragioni, c'è una questione su cui pende una sentenza passata in giudicato e sulla quale non sarà possibile sollevare opposizione, col Comune che dovrà gioco forza pagare. Si tratta di una causa intentata nel 2006 dal compianto avvocato Ruggero Mantovani per conto di 19 ex Lsu innanzi il Tribunale ordinario di Latina, sezione controversie di Lavoro: la sentenza del 2009, accogliendo il ricorso, riconobbe valida la sussistenza del diritto delle ricorrenti alle differenze retributive tra il corrispettivo percepito e quello spettante in forza dell'inquadramento. Di fatto, le 19 ex Lsu, qualcuna delle quali è venuta nel frattempo a mancare, ma il cui diritto si trasmette agli eredi, avevano diritto all'inquadramento A2 del Ccnl dei dipendenti Regione ed enti locali e quindi vennero condannati il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e il Comune di Sezze, in solido tra loro, al pagamento di 170mila euro da suddividere tra le 19 e oggi rivalutabili con tanto di arretrati che, uniti alle spese legali, di circa 10mila euro, pure quelle da rivalutare, portano il totale a quasi 300mila euro. Le somme si riferiscono alle prestazioni offerte dalle 19 ex Lsu in questione, nel periodo dal 30 giugno 1998 al primo luglio 2001, quando di fatto prestarono servizio come bidelle nelle scuole comunali, continuando però a percepire retribuzioni da Lavoratrici socialmente utili. La rivalutazione delle somme in questione è da calcolare da quel periodo alla data in cui sarà emesso il saldo, contro il quale il Comune di Sezze non ha presentato opposizione nell'arco di tempo previsto e, proprio ciò, rende la sentenza inappellabile. Venuto meno l'avvocato Ruggero Mantovani, la causa è stata ‘ereditata' dall'avvocato Alessandro Pucci, che a tal proposito spiega: «La vicenda è già nota e nell'ottobre 2015 ho anche chiesto l'intervento del Prefetto. Spero che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, provveda con priorità al riconoscimento di tali debiti fuori bilancio, se non altro per giustizia nei confronti delle 19 famiglie delle lavoratrici».