Stanno finalmente per terminare i disagi per i residenti di piazza Pagnoncelli. Nella giornata di mercoledì, infatti, il sindaco Fausto Servadio ha firmato un'ordinanza volta a disporre il ripristino della grossa voragine presente proprio in mezzo allo slargo del centro storico, con annessa messa in sicurezza dell'area e riempimento delle cavità sotterranee che, dopo particolari indagini effettuate nel sottosuolo, non sono state ritenute di particolare pregio storico-archeologico.
La mossa del sindaco è arrivata a distanza di oltre cinque mesi dallo sprofondamento della strada e dalla conseguente apertura della voragine, visto che i residenti - da fine gennaio - stanno vivendo giornate difficili a causa del difficile passaggio verso le loro abitazioni. A testimonianza della gravità della situazione, emergono le dure parole usate da Servadio nella sua ordinanza. "Si dà atto - ha scritto - che la situazione creatasi, ancora in atto, presenta il requisito dell'urgenza, inteso come fatto in cui sussistono eventi straordinari ed eccezionali, per cui bisogna provvedere immediatamente all'adozione delle misure di sicurezza indispensabili a garantire la tutela dell'incolumità pubblica e privata". Dunque, con l'ordinanza, il sindaco ha incaricato il dirigente del Sesto settore di provvedere quanto prima a predisporre i lavori, spiegando fin d'ora che sarà compito della polizia locale fare in modo che tutto proceda senza intralci e disagi per la circolazione veicolare delle zone limitrofe. Nel giro di poco tempo, dunque, la "ferita" aperta nel centro storico di Velletri è destinata a essere chiusa. Ricordiamo, per chi non ne fosse a conoscenza, che i lavori di riparazione, lo scorso inverno, erano stati interrotti in quanto si pensava fosse riemersa dal sottosuolo l'antica Velitrae romana. Poi, grazie a successive indagini geologiche e speleologiche, si capì che di romano c'era nulla e che si era di fronte a delle grotte d'epoca medievale, utilizzate soprattutto come cantine. Da quel momento, però, la grossa voragine è rimasta aperta, coi residenti costretti alla gimkana per far rientro nelle proprie case e impossibilitati a utilizzare i garage presenti nello spiazzo.