Il centro storico di Sezze dovrà essere una delle priorità della consiliatura che ha preso il via all'indomani della tornata elettorale dello scorso 11 giugno. L'evoluzione demografica e commerciale registrata negli ultimi anni richiede infatti dei provvedimenti specifici per evitare che a rimetterci sia chi nel centro ancora ci abita. I problemi sono tanti, dalla raccolta dei rifiuti alla mancanza di parcheggi, passando per la convivenza tra residenti e commercianti. I cumuli di rifiuti che si ammassano in alcuni angoli, sempre gli stessi, spesso lì dove da qualche anno sono stati rimossi i cassonetti, costituiscono un neo pressoché quotidiano. Sebbene tutto il centro sia coperto dal servizio porta a porta messo in campo dalla Spl, succede spesso che più di qualcuno, anziché conferire i rifiuti prodotti, negli orari previsti, fuori dalla propria casa, con gli appositi secchi in dotazione, getti dei sacchetti disordinati al primo angolo, al costo di esporsi al reato di abbandono di rifiuto non autorizzato. Perché accade? Perché c'è chi, sfuggendo all'anagrafe tributaria comunale, non può conferire correttamente e si appella a tale escamotage. Altrettanto grande problema è quello legato a parcheggi e viabilità. I posteggi all'interno delle mura poligonali che cingono la parte centrale del paese sono pochi e quasi tutti a pagamento. I primi a rimetterci sono i residenti, per i quali non è previsto alcun sistema di abbonamento o di agevolazione. Ma ci rimettono anche i commercianti, la cui clientela ha le speranze ridotte al lumicino di trovare parcheggio davanti al negozio e decide quindi di andare altrove. C'è chi da anni propone la creazione di una zona Ztl che, senza la realizzazione di parcheggi a sufficienza appena fuori dal centro, non appare soluzione sostenibile. Residenti e commercianti sono poi agli antipodi sulla gestione delle attività durante feste e weekend. Dal parcheggio selvaggio di chi vuole l'auto a tutti i costi vicina, a costo di chiudere il transito di un'intera strada, alla mancanza di un piano ragionato per l'occupazione del suolo pubblico, a uno per la zonizzazione acustica e per gli orari delle attività, conciliare le esigenze di chi vuole riposare nella calma della propria casa e chi invece ha voglia di fare festa il più possibile, è cosa ardua, soprattutto quando scarseggiano anche le figure che dovrebbero accertarsi del rispetto delle regole ad oggi vigenti.