L'amministratore delegato di Acqualatina spinge sull'acceleratore dei finanziamenti pubblici contro la siccità. Ieri la società ha infatti diffuso le immagini della condizione attuale di due delle più importanti sorgenti della provincia, Capodacqua e Mazzoccolo, che praticamente approvvigionano tutto il sud pontino, in regime di erogazione contingentata da un mese e mezzo. «La falda si è abbassata di ulteriori 30 centimetri. - ha scritto l'ad Raimondo Besson in una nota a corredo delle foto - Occorre procedere senza indugio verso le soluzioni da noi proposte da tempo. In primis i dissalatori. La situazione è sotto i livelli di guardia, considerando che siamo a luglio e la stagione più calda è solo all'inizio». Ma il vero problema di tutte queste azioni «urgentissime» di cui si parla nelle ultime ore è la responsabilità finanziaria, insomma trovare chi le paga. Le sollecitazioni di Besson sono verso la Regione Lazio e ovviamente il Governo nel caso in cui dovesse essere accolta la richiesta di acclarare lo stato di calamità naturale, avanzata dalla Provincia dieci giorni fa. I dissalatori di cui si parla insieme all'approvvigionamento straordinario con navi cisterna nel porto di Gaeta costeranno oltre quattro milioni di euro che Acqualatina chiede, appunto, alla Regione e subito. Ci sono poi le azioni a medio termine per le quali si ipotizza un ulteriore finanziamento di 17 milioni di euro che riguardano l'attivazione dei pozzi in località 25 Ponti a Itri, il potenziamento degli impianti di captazione e contenimento delle sorgenti Capodacqua (quella ora in grave crisi) e Sardellane (dove si sta prelevando sempre più in profondità e ci sono contaminazioni crescenti ad arsenico). Secondo la stessa Acqualatina spa le azioni portate avanti finora sono state utili ma non risolutive «perché la carenza in corso sta già toccando dei livelli che, solo qualche mese fa, erano impensabili». Come è noto la Regione Lazio e per essa il Presidente Zingaretti, ha duramente criticato i gestori e affermato che hanno portato avanti politiche dissennate in materia di investimenti sulle reti.