Torna a colpire col caldo afoso l'odioso fenomeno dei roghi di campagna, che rilasciano nell'aria fumi e odori fino al litorale. Appiccati di notte o alle prime ore del mattino, stanno di nuovo esasperando cittadini e turisti, che scattano fotografie anche panoramiche per immortalare il fenomeno. Lo scorso anno un dossier di Legambiente si è trasformato in un esposto alla procura della Repubblica, e anche altri cittadini hanno presentato segnalazioni. Si tratta di incendi molto spesso appiccati arbitrariamente per liberarsi di erba, arbusti e non di rado anche di plastiche e legno. In alcuni casi la puzza è insopportabile e pungente. Incastrare gli incivili non è facile, ma se pizzicati potrebbero vedersela brutta. Il decreto legislativo 152/06, all'articolo 256 bis prevede il reato di "Combustione illecita di rifiuti". Un reato, non una contravvenzione, e prevede che «chiunque appicca il fuoco a rifiuti abbandonati ovvero depositati in maniera incontrollata è punito con la reclusione da due a cinque anni». Se sono rifiuti pericolosi, la pena sale da tre a sei anni. La norma del 256 bis fu introdotta per contrastare il fenomeno della Terra dei fuochi.