Tre rinvii a giudizio e un proscioglimento. Si è conclua così l'udienza preliminare davanti al gup di Velletri Gisberto Muscolo relativa all'esplosione che, il 27 marzo 2013, portò alla distruzione di una villa e alla morte di Mihaela Berdila, una donna di 47 anni.

A finire a processo sono il proprietario della casa, un tecnico e un manutentore dell'impianto del gas, mentre a essere prosciolto da ogni accusa è Mauro Giovagnoli, l'uomo rimasto ferito durante l'esplosione causata da una fuga di gas nella villa di Anzio.

Sono trascorsi quattro anni dall'episodio, a seguito del quale ha perso la vita la donna romena. Erano appena entrate in casa, lei e la figlia, accompagnate proprio da Giovagnoli, amico dei padroni di casa che era stato delegato ad aprire la stessa per permettere alle due donne di fare le pulizie in vista di una breve vacanza dei padroni per il weekend di Pasqua. Appena entrati i tre sono stati travolti da una nube esplosiva di fuoco, che ha causato il crollo di parte della villa. La donna è morta sul colpo, la figlia è rimasta ferita gravemente, Giovagnoli è rimasto anche lui gravemente ferito con ustioni al volto e al corpo. Proprio su di lui, oltre che sui proprietari di casa, si era spostata l'ipotesi investigativa della responsabilità colposa per aver agito con negligenza, imprudenza e imperizia. Giovagnoli è stato difeso dall'avvocato Ciro Palumbo, che fin dal primo minuto ha sostenuto che chiunque fosse entrato nella villa avrebbe rischiato la vita, inconsapevole e impotente davanti a ciò che in quella casa li attendeva.

Il gup, dal canto suo, ha accolto la tesi difensiva dell'avvocato e ha prosciolto l'uomo.