Sono iniziati gli interrogatori delle persone arrestate nell'ambito dell'operazione «Dark Side», che ha portato al sequestro di una cava dismessa in via Corta dove l'organizzazione criminale scaricava e sotterrava rifiuti tossici. I primi a essere ascoltati ieri pomeriggio, davanti al gip Maria Mattioli, sono stati i gestori della discarica abusiva: Antonino Piattella, considerato il capo del sodalizio, il figlio 22enne Riccardo Piattella e la moglie Barbara Lanari. Insieme a loro davanti al giudice anche Antonio Martino, uno dei soci della Loas srl, l'impianto di recupero e smaltimento rifiuti di Aprilia che conferiva illecitamente nei terreni vicino via del Tufetto. L'interrogatorio è stato però breve visto che i quattro, difesi dall'avvocato Fabrizio D'Amico, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Ieri intanto sono partiti i controlli dell'Arpa Lazio per valutare l'entità dei danni causati dall'interramento di rifiuti e materiali tossici, un'attività che - come riscontrato dalle indagini condotte dalla Dda, dalla Polizia Stradale di Aprilia e della Polizia di Stato - andava avanti da oltre un anno. Gli esperti dell'agenzia regionale per la protezione ambientale hanno prelevato campioni di acqua dai pozzi della discarica, mentre la Direzione distrettuale antimafia ha nominato il perito che dovrà effettuare i carotaggi, infine si procederà con le analisi.