Niente pensione privilegiata per il trauma acustico riportato durante l'esecuzione di tiro al bersaglio nel poligono di Sabaudia. A sentenziarlo è stata la seconda sezione centrale d'appello della Corte dei Conti, cui si era rivolto un ex militare chiedendo la revocazione della pronuncia del 30 ottobre 2009.
Con il ricorso in questione si lamentava un «errore di fatto» nella decisione, che però non è stato ravvisato dai giudici.
Nelle motivazioni che avevano portato la Corte dei Conti a respingere l'istanza il fatto che il militare ha agito – scrivono nella sentenza - «con un'intensità dell'elemento soggettivo equiparabile al dolo». In pratica è stata ravvisata la sussistenza «della colpa grave nella condotta del ricorrente in occasione di quella che si presume essere stata la causa d'insorgenza della menomazione».
Sostanzialmente la situazione di pericolo sarebbe stata determinata dal soggetto stesso che non avrebbe adottato le cautele preventive «per sua arbitraria iniziativa in palese violazione delle norme regolamentari che pure è risultato egli conoscesse e abbia scientemente eluse tenendo una condotta non improntata alla dovuta diligenza». Il ricorso è stato perciò respinto.