La potenza e la pericolosità dell'organizzazione criminale che si occupava del trasporto e interramento dei rifiuti nella ex cava di pozzolana vengono descritte con dovizia di particolari nell'ordinanza e lì si evince il calibro degli associati e la loro spregiudicatezza. Tutti erano consapevoli di ciò che facevano e del danno che avrebbero arrecato. Il sodalizio si era stabilizzato attorno ad un interesse cardine e condiviso: fare soldi. Fa notare il gip che «i correi non avevano preventivamente individuato dei trasporti specifici di rifiuti da effettuare e poi gestire ma, piuttosto, avevano messo a disposizione gli uni degli altri le rispettive capacità e competenze»; insomma avrebbero accettato di volta in volta le commesse più convenienti per tutti, ma in modo particolare per Antonino e Riccardo Piattella, considerate figure apicali dell'organizzazione e gestori della cava. L'ex sito di pozzolana era il bene più importante dell'organizzazione ma i Piatella avevano anche tuto il resto: mezzi di trasporto e per l'escavazione. Per questo in poche ore erano capaci di far «lavorare» decine di camion. I giorni di massima attività sono considerati il 2-3 e 4 maggio 2016, le 72 ore che probabilmente hanno cambiato per sempre l'assetto, la vita e il futuro di quell'area di via Corta e probabilmente di tutto l'agglomerato circostante, anzi forse hanno proprio segnato uno spartiacque nella storia di Aprilia. 

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