È arrivato il momento della cosiddetta "sosta programmata", caratterizzata dalla non esecuzione di interventi a patto che non si tratti di operazioni urgenti. Un discorso che riguarderà soprattutto gli interventi di elezione, quelli programmati e differibili. L'interruzione dell'attività chirurgica nel periodo di agosto è d'altronde legata al periodo di ferie della maggioranza degli operatori sanitari e verranno comunque garantiti tutti gli interventi e le attività in emergenza-urgenza nonché gli interventi per le patologie oncologiche. In pratica si effettueranno un 40-50% di operazioni in meno. Le sedute operatorie passeranno da 18-20 a 10-12. Resta comunque fondamentale l'attività svolta dal Day surgery, che riguarda quei pazienti che vengono sottoposti ad interventi chirurgici o a procedure diagnostiche con ammissione e dimissione in giornata o al massimo al mattino successivo per le varie strutture chirurgiche (Chirurgia, Urologia, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia - Gastroenterologia).
Va detto che gli interventi in elezione risultano diminuiti da più di un anno, mentre la gestione delle urgenze e dei traumi in alcuni reparti resta dilazionata in sedute operatorie di mezza giornata a settimana. Tutte le branche chirurgiche cercano di spartirsi l'equipe infermieristica e anestesiologica delle urgenze per decongestionare l'attesa dei ricoverati. Il risultato è una organizzazione quasi obbligata in assenza di risorse, ma molto complessa. Inevitabili piccoli disagi che potrebbero portare all'utilizzo straordinario delle sale per le urgenze a fronte della mole di interventi in attesa. Facile pensare che si procederà con questa metodica probabilmente nel mese di agosto. Più ovvio sarebbe distribuire le sedute operatorie in base al numero dei pazienti in attesa, per specialità, ricoverati attraverso il pronto soccorso e che realmente abbiano la necessità di essere trattati in tempi brevi. 

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