Tra le tante aziende che conferivano nella discarica abusiva di via Corta, finite nelle maglie dell'operazione «Dark Side», ne esiste una che «imbarazza» il Comune di Aprilia: si tratta della Loas srl. L'azienda di smaltimento rifiuti può vantare un contratto d'appalto con la Progetto Ambiente (detenuta al 100% del Comune) per il ritiro della plastica, contratto che sarà rescisso nelle prossime ore come annunciato dell'assessore all'Ambiente, Alessandra Lombardi. «Ho già parlato con il dirigente comunale e con gli amministratori della Progetto Ambiente, tutti concordiamo - commenta - sull'opportunità di rescindere già domani l'accordo». Una scelta opportuna, quasi dovuta, visti i risvolti dell'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale Antimafia e le gravi accuse nei confronti dei 22 indagati, tra i quali anche Antonio Martino, uno dei soci della Loas. Tuttavia una decisione che l'amministrazione avrebbe già potuto compiere alcuni mesi fa, nel settembre 2016 una maxi operazione sempre condotta dalla Polizia Stradale di Aprilia si concluse con il sequestro di 200 chili di droga e l'arresto di 6 persone, tra i quali Filippo Martino e Carmine Ciervo, i figli dei titolari della Loas. E nell'ambito dell'operazione vennero trovati due chili di marijuana all'interno dell'azienda, che si trova nella zona artigianale. Di recente è arrivata la condanna a 3 anni e 8 mesi per Martino, mentre per Ciervo sono cadute le accuse. In quel caso però Comune e Progetto Ambiente decisero di «graziare» la Loas, ritenendo la vicenda di carattere privato ed evitando di interrompere i rapporti con la srl. Un errore di valutazione alla luce di quanto emerso in questi giorni.