Mentre è ancora in corso il dibattito vero sulla possibilità che i sindaci acquistino le quote private di Acqualatina spa, emergono proprio in questa estate rovente alcuni dettagli sulle bollette correnti, quelle decise a dicembre scorso e passate in conferenza dell'Ato4 come la prima vittoria in quanto era stato approvato un aumento più basso rispetto a quello proposto dal gestore. Va detto che avverso la delibera della conferenza dei sindaci la società ha proposto ricorso per vedere invece approvata la tariffa più alta. . Va detto che i sindaci, soprattutto civici e del centrosinistra, nel 2016 alzarono un vero e proprio muro perché ci fossero minori aumenti nelle bollette rispetto a quelli chiesti da Acqualatina. Infatti il gestore voleva aumenti del 1,090%, 1,188%, 1,295%, 1,225% rispettivamente per gli anni 2016,2017,2018,2019 (per un aumento complessivo nel periodo 2016-2019 del 22,50%), mentre i soliti sindaci hanno approvato una tariffa minore pari a : 1,045%, 1,078%, 1,112%, 1,147% (dunque con un aumento complessivo nel periodo 2016-2019 del 14,50%). «Come sempre hanno ingannato i cittadini - dice una nota del Comitato civico - e poi durante la crisi idrica fanno anche finta di essere al fianco dei cittadini! Si svela così anche qualcosa fuori posto nel bilancio del 2016 che mostrava un utile stratosferico di quasi 18milioni di euro. Utile che senza l'ulteriore posta di aumento delle partite pregresse si sarebbe sgonfiato e fermato a 6milioni».

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