"Rivendichiamo con orgoglio quanto fatto finora per mantenere a Sermoneta l'ufficio postale. Sia la passata amministrazione che quella attuale hanno lottato con le unghie e con i denti per mantenere attivo l'ufficio del centro storico, che Poste Italiane aveva intenzione di dismettere". A parlare è l'assessore alla qualità urbana del centro storico Maria Marcelli, in risposta ad alcune polemiche "social". "Nella primavera del 2012 il Comune ha ristrutturato la sede, collocata in un'antica chiesa sconsacrata, investendo oltre 100.000 euro e riuscendo a far installare anche un postamat, servizio fondamentale per residenti e turisti; il 30 luglio 2012 con delibera di Consiglio comunale l'Amministrazione si è opposta formalmente alla chiusura paventata dal nuovo piano di riorganizzazione di Poste Italiane. Nel febbraio 2015 si è riproposto di nuovo il problema dell'ipotesi di chiusura. Di nuovo in Consiglio Comunale è stato ribadito il No alla chiusura e la contrarietà all'alternativa proposta da Poste Italiane di ridurre i giorni di apertura, in quanto non si produce alcun risparmio effettivo. In questo caso Poste Italiane non ha fatto passi indietro, come spiegato anche in una nota del 23 luglio 2015 in risposta alle richieste di spiegazioni del Sindaco Damiano".
"Insomma, un'Amministrazione sempre pronta a fare la propria parte, perché prima di essere amministratori siamo cittadini che pagano le tasse ed usufruiscono dei servizi. Ci sono frequenti problemi sulla rete internet, cosa che a volte crea problemi e disagio, ma questo dovrebbe essere a breve superato dall'entrata in funzione della fibra ottica, i cui lavori di collegamento stanno per essere completati. Siamo coscienti che ci siano ritardo nella consegna della posta, specie nei mesi estivi quando i portalettere sono in ferie, ma questo non è certo imputabile all'Amministrazione, che anzi ha già chiesto un incontro con Poste Italiane per capire la natura del problema. Le polemiche "a prescindere" lasciano il tempo che trovano. Una comunità che vuol essere tale si confronta con gli amministratori e trova insieme le soluzioni, non certamente andando a lamentarsi solo sui social o sui giornali. Un conto è voler migliorare la vivibilità del paese, un altro è quello di cercare visibilità a tutti i costi".