Il vizietto di usare documenti contraffatti in maniera anche piuttosto abile o comunque con un sistema tale da ingannare gli operatori degli sportelli bancari, è stato messo a segno di recente. Ecco come funziona: professionisti abili e con una buona capacità di finzione riescono a entrare in possesso degli assegni emessi dalle assicurazioni a titolo di risarcimento danni o ne compilano di nuovi riciclando i numeri seriali, poi riproducono i documenti d'identità degli ignari beneficiari e si presentano in banca per intascare i soldi.
In base ai primi riscontri dietro questo metodo si nascondono vere e proprie bande di specialisti dei raggiri e finora hanno messo a segno una serie di truffe sia a Latina che nel resto della provincia. In alcuni casi la frode è riuscita, mentre in altre circostanze solerti dipendenti di banca sono riusciti a smascherare l'imbroglio architettato.
Negli ultimi tempi c'è stato un incremento di denunce di questo genere, sintomo che il sodalizio di truffatori è molto attivo ed è riuscito a introdursi nel giro pontino dei risarcimenti. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, ma è molto probabile che si tratti di persone provenienti da altre province visto che si presentano negli istituti di credito a volto scoperto e non si fanno troppi scrupoli a farsi riprendere dalle telecamere della video sorveglianza.
Tutti i casi registrati finora in provincia sembrano rispettare sempre il medesimo copione: gli assegni sono emessi tutti dalla stessa compagnia assicurativa e i truffatori si presentano agli sportelli dell'istituto bancario incaricato del servizio di tesoreria. Non è chiaro come la banda riesca a entrare in possesso degli effetti e gli inquirenti per ora non possono escludere alcuna ipotesi, ma non è escluso che alla base ci siano i furti sempre più frequenti di corrispondenza postale.

Maxi truffe con assegni bancari clonati
Controlli incrociati e verifiche informatizzate non fermano i professionisti delle truffe che riescono ancora oggi a incassare ingenti somme di denaro versando effetti falsi o peggio clonati come vaglia postali e assegni circolari utilizzando conti correnti "ballerini" accesi appositamente per fare transitare le somme di denaro direttamente all'estero. Succede anche a Latina, dove negli ultimi tempi si sono registrati ben quattro casi di questo genere.
A dare l'allarme è stato un istituto di credito che opera in diversi centri della provincia di Latina allertando le filiali del pericolo dopo avere segnalato gli ammanchi di denaro alle autorità competenti. E parliamo nel totale di somme consistenti, visto che in un caso due effetti hanno permesso di frodare 23.000 euro, mentre nell'altro due da 36.000.
Non è ancora chiaro del tutto chiaro in che maniera i professionisti delle truffe siano riusciti a entrare in possesso dei dati riportati su assegni e vaglia originali per confezionare i cloni. Potrebbero averlo fatto con la compiacenza di qualcuno, ma oltre al legittimo sospetto non ci sono prove concrete. Di certo si sa quali passi, i truffatori, hanno compiuto per ottenere i soldi.
Le strade compiute dai malfattori sono molteplici, ma figlie probabilmente dello stesso piano. Gli effetti possono essere versati sia attraverso gli sportelli bancomat abilitati per questo tipo di operazioni o casse veloci che in maniera tradizionale allo sportello con cassiere, attraverso persone fisiche o rappresentanti di società in liquidazione. Per fare ciò i truffatori accendono i conti correnti con largo anticipo presso l'istituto di credito interessato, a volte anche più di un anno prima del versamento dell'assegno o del vaglia clonati. Questo per aggirare lo scrupoloso monitoraggio dei conti più giovani, soprattutto quelli che effettuano pochi movimenti nei primi mesi di apertura.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (31 agosto 2017)